il NUOVO CAFFE' | ASTI CITTA’ ABBANDONATA E MALTRATTATA, COMUNE ASSENTE, REGIONE IPOCRITA, STATO LONTANO..
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ASTI CITTA’ ABBANDONATA E MALTRATTATA, COMUNE ASSENTE, REGIONE IPOCRITA, STATO LONTANO..

ASTI CITTA’ ABBANDONATA E MALTRATTATA, COMUNE ASSENTE, REGIONE IPOCRITA, STATO LONTANO..

ASTI IN CADUTA LIBERA: SI PUO’ FERMARE  IL SUO DECLINO?

Il toni trionfalistici che la Giunta Brignolo usa a ogni piè sospinto fanno a pugni con la realtà Asti purtroppo  non sta andando per niente bene.. Le difficoltà  non riguardano solo la nostra città e naturalmente  non sarebbe giusto  scaricare tutte le colpe della decadenza astigiana sugli attuali Amministratori, sindaco in testa, anche se essi non hanno certo  brillato per iniziativa e lungimiranza. L’attuale amministrazione comunale Brignolo e C. ha infatti delle precise responsabilità,  la maggiore delle quali  è di non aver  mai reagito al massacro cui è stata sottoposta Asti e  provincia,  a cominciare dal ridimensionamento dell’Ospedale e  a tutta un’altra serie di tagli e taglieggiamenti che ridurranno  Asti ad una grigia  periferia di Alessandria;  una città  che non ha interesse  a valorizzare il nostro territorio  dovendo pensare ai propri guai persino maggiori dei nostri… bell’affare! Eppure la possibilità di fare diventare Asti il centro geografico ed economico   di quel magnifico territorio  rappresentato dalle “terre del vino” del Piemonte ( Asti, Alba, Aqui, Nizza Canelli, ecc. cioè  Enolandia) che il l’Unesco ha ora   ufficialmente  riconosciuto e certificato, sarebbe stata possibile  ed avrebbe  non solo frenato lo spaventoso declino cui Asti sta andando incontro, ma restituito  all’Astigiano  il ruolo e l’appeal economico che ha sempre avuto. E’ un vero peccato che non si sia fatto nulla in tal senso.  Una situazione di inerzia di cui, come si è detto,  è principalmente responsabile  l’attuale Amministrazione. D’altra parte gli interessi politici del sindaco e del suo partito  sono diversi da quelli  intrinsecamente cittadini: basti vedere come sarà la prossima legge elettorale  per il parlamento.. A dirla in parole brutali siamo stati “ venduti” in vista di contropartite politiche  a favore di alcuni politici locali. Ed è un peccato perché in controtendenza con  questa capitolazione del Comune di Asti vi sono realtà e aziende   astigiane importanti come la nostra Banca, che non solo hanno consolidato le proprie basi ma stanno conquistando spazi e mercati nuovi . Una nuova  speranza arriva dalla  rinnovata Camera di Commercio, che  ha dichiarato di non arrendersi,  ma di voler  continuare,  in alleanza  con altre realtà similari, nel  suo ruolo di supporto all’economia astigiana. Esempi che dimostrano che non tutto è perduto e che  si può risalire la china. Bisogna  però cambiare musica e  suonatori senza farsi incantare  dal qualunquismo di  presunti rinnovatori ( a parole e a casa d’altri)  o dei benpensanti  radical chic  che sanno solo parlare con nobile sdegno contro tutto e tutti senza mai impegnarsi di persona. ATI IN CADUTA LIBERA 2