il NUOVO CAFFE' | ASTI CITTA’ D’EUROPA: COSI’ SI CHIAMA L’ASSOCIAZIONE APARTITICA E APERTA AGLI ASTIGIANI DI BUONA VOLONTA’ CHE VUOLE RILANCIARE LA NOSTRA CITTA’.
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ASTI CITTA’ D’EUROPA: COSI’ SI CHIAMA L’ASSOCIAZIONE APARTITICA E APERTA AGLI ASTIGIANI DI BUONA VOLONTA’ CHE VUOLE RILANCIARE LA NOSTRA CITTA’.

ASTI CITTA’ D’EUROPA: COSI’ SI CHIAMA L’ASSOCIAZIONE APARTITICA E APERTA AGLI ASTIGIANI DI BUONA VOLONTA’ CHE VUOLE RILANCIARE LA NOSTRA CITTA’.

Si chiama “Asti Città d’Europa” l’associazione no profit, apolitica e apartitica, nonché aperta a tutti, nata alcune settimane fa, dallo spirito di amicizia tra un gruppo di persone, che facevano parte del cosiddetto “Cantiere delle idee,” il cui riferimento era “l’azzurro” Giorgio Galvagno.

 

Presieduta da Loretta Bologna, uno dei soci fondatori, l’associazione comprende anche altri soggetti, che hanno aderito al progetto e sono espressione di diverse categorie. I loro nomi sono: Federico Cirone, geometra; Loretta Bologna, presidente; Marco Fernicola, uno dei responsabili di 3A; Marco Galvagno, avvocato; Fabio Neri, impiegato presso 3A; Carmelo Gligora, impiegato (soci fondatori); Andrea Morando, architetto; Claudio Marello, architetto; Alessandro Rei, ingegnere; Massimo Picollo, imprenditore; Vincenzo Cipullo, commercialista; Alessandra Tiri e Manimala Ginosa, laureate in Economia;Beppe Gai, ex dirigente e pensionato. L’associazione è la propria “mission” sono state presentate ieri mattina, lunedì, in conferenza stampa, presso i locali di via Carducci 47, messi gratuitamente a disposizione dall’ex sindaco Galvagno. «Il nostro obiettivo – ha esordito la presidente Bologna – è di creare un progetto concreto di aiuto al territorio, per ridargli la perduta vitalità, e specie ai giovani, considerata l’involuzione cui sta andando incontro la realtà astigiana, senza però nutrire intenzioni polemiche verso l’attuale amministrazione». Ribadendo quindi l’aspetto apartitico dell’associazione, Bologna ha aggiunto: «Giorgio Galvagno ha messo a nostra disposizione questa sede, così come fa anche per altri soggetti.
Il fatto poi che intendiamo ereditare il progetto volto ad unire in un unico orizzonte tutti i territori delle Terre del Vino del Piemonte, muove dal fatto che lo riteniamo valido, a maggior ragione in questo periodo, in cui tempi sono forse più maturi, dopo il riconoscimento Unesco». Quanto alle motivazioni, alla base del nome scelto per l’associazione stessa, Bologna sostiene: «E’ nostra convinzione da un lato che l’Europa costituisca una realtà fondamentale per lo sviluppo economico di tutti i Paesi da cui è composta; dall’altro che occorra saper utilizzare le risorse messe a disposizione dall’Unione europea per gli Stati membri, le aziende e le comunità locali, avendo presente che si tratta di fondi provenienti da noi stessi, in quanto contributi versati dall’Italia all’Europa medesima. Contemporaneamente, vorremmo che Asti tornasse ad essere una città di livello europeo, in molteplici ambiti». Queste le premesse da cui muoveranno le future iniziative, finalizzate a costruire un progetto su qualche grande tema a sostegno dello sviluppo del territorio, attraverso tre principali modalità. Ovvero: attività di studio, analisi e progettazione; attività di formazione; attività di informazione e comunicazione. «Nello specifico – annota Bologna – proprio l’attività di formazione in materia di legislazione europea e di accesso ai contributi dell’Unione costituisce uno dei punti qualificanti dell’azione associativa, che sarà svolto con il contributo di legislatori, amministratori ed esperti. Non a caso, la prima iniziativa dell’associazione sarà realizzata ad Asti, entro i primi giorni di giugno, con un incontro sul tema dei finanziamenti europei alle comunità e alle imprese locali, che avrà come relatore il parlamentare europeo Alberto Cirio. In quest’ottica – conclude Bologna – lo stesso Cirio sarà disponibile a incontrare, nella sede di via Carducci 47, una volta al mese, chi intende fare bandi volti ad ottenere fondi europei».

asti città d'europa foto gruppo