il NUOVO CAFFE' | I COSTI SOCIALI DEI TAGLI A DIABETOLOGIA:DA UN INTERVENTO DI VERA BOSIA su “la stampa” di ieri
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I COSTI SOCIALI DEI TAGLI A DIABETOLOGIA:DA UN INTERVENTO DI VERA BOSIA su “la stampa” di ieri

I COSTI SOCIALI DEI TAGLI A DIABETOLOGIA:DA UN INTERVENTO DI VERA BOSIA su “la stampa” di ieri

I COSTI SOCIALI   a diabetologia
Sono la moglie di un diabetico/cardiopatico e a 66 anni mi vedo costretta a chiedere spazio sui giornali per denunciare l’inadeguata giustificazione data al taglio di reparti del nostro ospedale di Asti, particolarmente Diabetologia.
Molti parlano a sproposito e mi spiego meglio: un diabetico non è solo sottoposto al peso delle quotidiane iniezioni di insulina; il malato infatti affronta numerose spese come le strisce necessarie a misurare il tasso di glicemia, strumenti che la struttura sanitaria non concede più di tanto per il monitoraggio di quante unità fare di insulina.
A quanto appena esposto, si aggiungano numerose altre difficoltà: oltre alla sofferenza della malattia e innumerevoli altri esami, il diabetico deve ogni anno, se patentato, sottoporsi a una serie di esami estremamente approfonditi per il rinnovo.
I diabetici sono in aumento, e molti non hanno neppure la patente, vorrei che i responsabili mi spiegassero come potranno avvalersi di un loro diritto alla salute se si intende smantellare il reparto di Diabetologia ad Asti. Come sarà possibile ai malati spostarsi di decine di chilometri con grandissima frequenza? I disagi sarebbero estremamente più gravi rispetto ad altre patologie. I pazienti (nel vero senso della parola) dovranno prendere il treno per Alessandria, o Torino, e come faranno ad arrivare tante volte alle 7 in reparto per la visita come succede ora (con i treni sempre in ritardo e magari abitando fuori città o in periferia)? Arrivati in stazione, dovranno recarsi all’ospedale, senza considerare che molti diabetici hanno problemi ai piedi.
Senza sottovalutare che molti pazienti saranno indotti a trascurarsi, aggravando la loro malattia e pesando sempre più sulla struttura sanitaria. Molti dovranno usufruire dei trasporto in ambulanza e sno certa che per l’Asl non sarà un risparmio.
Mi auguro per il bene di tutti un ripensamento nel rispetto della nostra Costituzione e del diritto alla salute e che a pagare non sia sempre e solo lo svantaggiato ammalato.
Nella speranza che questa lettera serva a far riflettere, vorrei ricordare ai responsabili di questa pesante decisione dei tagli che se si demoliscono reparti indispensabili, la distanza degli stessi dai malati potrebbe fare la differenza fra curarsi e non poterlo fare.
vera bosia