il NUOVO CAFFE' | INTERVISTA AD ANGELA QUAGLIA
3255
single,single-post,postid-3255,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,boxed,,qode-theme-ver-10.1.1,wpb-js-composer js-comp-ver-5.0.1,vc_responsive

INTERVISTA AD ANGELA QUAGLIA

INTERVISTA AD ANGELA QUAGLIA

Angela Quaglia, ci dica qualcosa di lei..

Dopo oltre 40 anni di lavoro oggi sono in pensione. Ho fatto la maestra elementare alla scuola Domenico Savio, da quando, nel ‘72, sono arrivata qui come fresca vincitrice di concorso. Avevo meno di 20 anni allora e ho visto passare generazioni di alunni…Di alcuni ho avuto i genitori, poi i figli e quasi quasi avrei potuto arrivare ai nipotini. Rapporti umani consolidati nel tempo: stima, affetto, molti bei ricordi. E’ stata una bella professione, quella della maestra, che ho scelto e ho continuato a fare anche se avrei potuto, con la laurea in lingue, passare ad altri ordini di scuola. I bambini mi hanno dato molto, e credo di aver dato qualcosa anch’io.Adesso vado ancora, qualche ora, a dare una mano a scuola : è un mantenere i rapporti e mettermi ancora in gioco che mi piace e so che fa piacere ai colleghi e agli alunni. Ho un marito, Piero, che ha fatto politica prima di me, (e poi con me), e un figlio, Enrico, che mi ha sempre dato grandi soddisfazioni: in famiglia ma anche come studente. Si è laureato brillantemente e oggi sta facendo pratica in uno studio legale a Torino ma torna ogni fine settimana ( con valigia al seguito…). Mi piace discutere con lui, anche se a volte abbiamo idee diverse su cuni aspetti della vita. Sono diverse, infatti, l’età e l’esperienza.

A proposito di esperienza: da dove ha cominciato?

Ho fatto “politica” dagli anni 80, posso davvero dire di aver cominciato dalla gavetta. Sono stata consigliere e poi Presidente della Circoscrizione Asti Est, la zona orientale della città. Erano gli anni del boom demografico, del tentativo di decentrare i servizi in un quartiere popoloso e molto problematico.

E’ stata anche consigliere provinciale?

Si, dagli anni 2000 sono stata per tre mandati successivi consigliere provinciale: esperienze utili e molto interessanti che mi servono oggi, essendo stata rieletta di nuovo. Nel nuovo incarico mi occupo direttamente di Lavori Pubblici e Viabilità: un compito non facile perché la legge che ha abolito le Province ha cancellato l’esistente senza prevedere chi e come si occuperà di fornire servizi ai cittadini.

Ed è stata amministratore comunale..

Sono stata Assessore in Comune dal 1998 al 2002 ( con la giunta Florio) e dal 2007 al 2012 (con la giunta Galvagno), mentre ho fatto il consigliere comunale di minoranza ai tempi della Giunta Voglino e lo sono attualmente, nei confronti della Giunta Brignolo. La prima volta in cui sono stata assessore mi sono occupata di istruzione e servizi sociali: un’esperienza difficile e molto coinvolgente, anche dal punto di vista personale ed emotivo. Ho scoperto grandi professionalità, ho sperimentato la difficoltà di dare risposte ai cittadini conciliando giustizia e rigore e ho toccato con mano vecchie e nuove povertà che non sono ancora state sconfitte. Insieme ad una grande direttrice di asilo nido, Mirella Novello, abbiamo “inventato” il Trovamici: una struttura per bambini e famiglie in cui ho creduto moltissimo e che, dopo un’iniziale ostilità, si è conquistato uno spazio importante nel panorama educativo cittadino. Nel secondo mandato mi sono invece cimentata nel ruolo di assessore ai Lavori Pubblici, un ruolo più operativo, che mi ha appassionato moltissimo e a cui mi sono dedicata con grande passione per cercare di infrastrutturare la città e renderla sempre più bella e accogliente. Insieme al sindaco Galvagno e ai colleghi di Giunta abbiamo portato a casa l’importante contributo del PISU, 13,5 milioni di euro per opere pubbliche rivolte alla zona sud ovest della città e che abbiamo lasciato in “eredità” all’attuale Giunta-

Come procedono i lavori?

Purtroppo i lavori del PISU procedono con fatica e il timore è che si debbano rimandare in Regione le somme che la città non riuscisse a spendere per le opere programmate. Sarebbe un vero peccato! Anche perché un contributo così importante alla città di Asti non era mai arrivato e temo che non arriverà mai più! Sulla qualità degli interventi qualche dubbio ce l’ho: alcune opere sembrano eseguite più per spendere i soldi che non per dare veri servizi in più ai cittadini: mi riferisco agli archi di trionfo in corso Alba, alla pista ciclabile della Torretta, ai lavori incompleti sulla piscina e potrei continuare…

Spesso lei accusa Brignolo di soffrire di “annuncite“ Perché?

Su ogni cosa, come gli astigiani hanno ben notato, c’è un eccesso a dir poco fastidioso di comunicazione: si annuncia che si farà, poi si dice che si è deliberato, poi ancora che si firma l’accordo, poi si comunica che si è partiti, infine che si è a metà strada, e ancora che si sta lavorando… Ci sono a volte 6/7 comunicati per ogni cosa: un eccesso di comunicazione che non corrisponde ad un lavoro concreto. Di questi tempi, però, non è facile governare: forse il sindaco vuole anche far capire la difficoltà del momento.. Nessuno vuole nascondere le difficoltà che oggi incontra chi amministra ma proprio per questo ci vorrebbero meno proclami e più fatti concreti e possibilmente condivisi. Che fine ha fatto ad esempio il progetto di isola pedonale ? Dobbiamo pensare che la trasformazione in ZTL di alcune vie del centro, già pesantemente desertificate, siano la soluzione per il rilancio economico e turistico, oltre che ambientale della città?

A proposito di ambiente: sembra scomparso dall’agenda amministrativa. Che cosa ne pensa?

Come ho già detto, l’aria di Asti non migliora chiudendo via Q.Sella ! Sulla raccolta differenziata, invece, stiamo facendo passi indietro: è diminuita la percentuale e le modalità di raccolta sono sotto gli occhi di tutti! In certi momenti le nostre strade non sono certo un “bel vedere” per chi vi transita! Passeggiando nel centro si vedono molti negozi con scritte”affittasi” o “vendesi”. Non si può proprio far nulla? Sul commercio si poteva e doveva fare di più: che fine ha fatto il progetto di Centro Commerciale Naturale? Nessuno ne parla più…così come nessuno parla più di Agrivillage o di Porta del Monferrato! Non c’è stata nessuna decisione concreta, solo silenzi! In compenso quest’anno per la prima volta dopo oltre 50 anni non avremo più la Fiera di Maggio: un’importante tradizione che va perduta grazie all’insipienza e al disinteresse dell’Amministrazione che dopo avere fatto fallire le due edizioni precedenti, ora ha tirato i remi in barca e ha affondato anche questa iniziativa!

Asti città di cultura: era uno slogan di Brignolo. Come è andata secondo lei?

Asti è certamente una città di cultura, in tutti i sensi. Ma cultura non è solo musica ( o Astimusica), che tra l’altro, quest’anno non sarà più il Comune ad organizzare ma l’ASP! Cultura vuol dire anche valorizzare i Musei che abbiamo: quello Paleontologico, ad esempio, che richiama esperti anche dall’estero, o il museo del Risorgimento: un gioiellino realizzato dalla passata Amministrazione e non più pubblicizzato…Ci auguriamo almeno che i ripetuti annunci di riapertura di Palazzo Alfieri corrispondano al vero. C’era un gran bel progetto elaborato qualche anno fa, relativo alle “case dei poeti” in Italia. Speriamo che si possa recuperare!

Parlando di “recuperi”: c’è stata una grande mobilitazione popolare nei mesi scorsi sulla questione dell’ospedale. Con quali risultati?

I cittadini si sono giustamente mobilitati per difendere il nuovo ospedale dai tagli annunciati dalla Regione. E una parte di risultato c’è stata: rispetto alle 12 SOC iniziali, 5 sono state risparmiate, Da parte delle istituzioni, però, non ho visto altrettanta “passione”: ci sono stati contatti politici, peraltro dovuti, e una grande arrendevolezza nei confronti della giunta Regionale. Avrei voluto un ruolo più attivo del Comune e dei nostri rappresentanti politici. Così non basta. In questo e in tutti gli altri settori!angela 19 copy