il NUOVO CAFFE' | LA MIA CITTA’ E’ IN CADUTA LIBERA E SENZA PARACADUTE ( lettera aperta alla Stampa)
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LA MIA CITTA’ E’ IN CADUTA LIBERA E SENZA PARACADUTE ( lettera aperta alla Stampa)

LA MIA CITTA’ E’ IN CADUTA LIBERA E SENZA PARACADUTE ( lettera aperta alla Stampa)

 

 
Asti, la mia città è in caduta libera e senza paracadute. Quello che era il nostro paracadute cioè le grandi industrie che davano lavoro a migliaia di persone non ci sono più e/o sono ridimensionate. Da mesi non abbiamo più un Prefetto. Non abbiamo più la Provincia e nemmeno il suo presidente poiché la cecità politica dei partiti e, l’ingordigia o la sete di potere ci hanno ridotti in questo stato. Non abbiamo più tanti Enti utili alla cittadinanza e alle aziende. La Banca d’ltalia, la sede Enel. La Camera di Commercio fucina in passato di manifestazioni e servizi è ridotta al lumicino. Asti, città a vocazione enoica dove l’unica sede per rappresentare in modo continuativo questa vocazione, l’Enofila, boccheggia ed è sottoutilizzata. Una boccata di ossigeno era rappresentata dalla Fiera città di Asti che doveva avere qui la sua sede. Anche questa è perduta e l’unico ricordo che rimane è un totem che in Viale Pilone la rePaesaggio del Comune di Asti (AT) ? Municipio di Astilamizza confondendo le idee a coloro che convinti di trovarne ancora la sede nell’Antico Ippodromo, vedono questo sito casermizzato e cementificato oltremisura.
Persa anche la Stazione enologica e il vigneto sperimentale.
Asti città a vocazione turistica dove l’incuria la fa da padrona e il decoro fa acqua da tutte le parti, ma dove i costi per mantenere almeno a parole i vecchi standard, costano ai cittadini tariffe da capogiro. Ci riempiamo la bocca con i siti Unesco ma il territorio è disastrato nei collegamenti e nei servizi.
Tanto fumo e tante parole, ma di concreto rimane il fumo che si leva periodicamente da alcune zone della città e che comporta costi altissimi per le Istituzioni demandate a fronteggiarlo (Vigili del Fuoco e forze dell’ordine in genere) ma nessuno istituzionalmente riesce o vuole esporsi per far rispettare le leggi vigenti sul territorio. Abbiamo voluto fortemente un ospedale nuovo e funzionale e dopo averne bruciato un progetto sulla carta con i fondi relativi, adesso che finalmente stava esprimendo tutte le sue potenzialità, funzionari Regionali che confondono la gestione della Sanità pubblica con la gestione di un calzificio, lo stanno spolpando anteponendo interessi diversi da quelle che sono le esigenze dell’utenza, costretta a ogni sorta di difficoltà da quelle temporali a quelle di ubicazione dei vari servizi. Una vera vergogna e senza che le Istituzioni alzino di una nota le proteste in favore dei cittadini.
C’è qualcun altro che vede queste realtà oppure come al solito si lascia passare il tempo per difendere privilegi e/o i benefici di casta derivanti dal continuare imperterriti a far finta di governare questa città?
C. Ricciardi