il NUOVO CAFFE' | L’INTERVISTA “MARIO VESPA:ASTI PUO’ RIPARTIRE SOLO SE CAMBIA ORCHESTRA E SUONATORI..”
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L’INTERVISTA “MARIO VESPA:ASTI PUO’ RIPARTIRE SOLO SE CAMBIA ORCHESTRA E SUONATORI..”

L’INTERVISTA “MARIO VESPA:ASTI PUO’ RIPARTIRE SOLO SE CAMBIA ORCHESTRA E SUONATORI..”

Come consigliere comunale e da operatore economico cosa pensa del futuro di Asti ?

Come diceva il premio Nobel per la Fisica Niels Bohr “fare previsioni è una cosa molto difficile, specialmente se riguardano il futuro”. Eppure la funzione della politica dovrebbe proprio essere quella di programmare e se possibile di anticipare il futuro. Nella nostra città evidentemente qualcosa non ha funzionato e i tanti problemi di cui soffre sono lì a testimoniarlo. Per esempio? Contenitori vuoti come l’ex Ospedale, l’ex Mutua, la Palazzina Comando della Caserma Colli di Felizzano, l’ex UPIM ci indicano che ad Asti la politica non è stata in grado di immaginare un futuro per questi immobili e che tale mancanza ha causato la depressione economica di interi quartieri della nostra città. La politica ha rifiutato la costruzione della tangenziale Sud Ovest, ha rinunciato alla costruzione di parcheggi ed oggi la città è soffocata dal traffico e vanta un inquinamento da polveri sottili che ci pone ai primi posti in Italia, inquinamento che per il 70% è dovuto al traffico veicolare.

VRESPA  INTERVISTAo?

Oggi con lo sguardo tristemente piantato al passato l’attuale Amministrazione ci propone come soluzione per i problemi di inquinamento il “Teleriscaldamento”, una tecnologia che è stata adottata in Italia per la prima volta dal Comune di Brescia nel 1972 (43 anni fa!), che non risolverà i problemi e soprattutto creerà nella fase di realizzazione molti disagi ai cittadini e alla città. Ci sono invece Paesi in Europa che ci indicano il futuro, come la Germania, che nel 2014 ha per la prima volta fatto ricorso alle fonti rinnovabili (26%) come prima fonte di energia, con l’ambizioso obiettivo di incrementare la quota al 60% nel 2035.

Lei cosa farebbe?

L’inquinamento da traffico si combatte con “l’isola pedonale”, ma anche qui a 30 anni dalla prima isola pedonale Asti ha accumulato un clamoroso ritardo, con soli 6 metri quadrati ogni 100 abitanti di zone interdette al traffico motorizzato, contro una media italiana di 34 metri quadrati ogni 100 abitanti, la nostra città si posiziona agli ultimi posti della classifica delle isole pedonali dei capoluoghi di provincia. Eppure gli effetti positivi di un estesa isola pedonale sono ormai indiscutibili, riduzione del livello di smog e rumore, diminuzione delle patologie respiratorie, incremento del trasporto pubblico, tutela del patrimonio artistico e valorizzazione turistica, rivalutazione del mercato immobiliare e superate le iniziali perplessità dei negozianti, l’incremento del volume d’affari delle attività commerciali.

Dopo ciò che ha detto cosa pensa del futuro di Asti?

Recuperare il tempo perduto sarà molto difficile, occorrerà molto impegno, molto lavoro e soprattutto una grande determinazione nel perseguire gli obiettivi che ci saremo dati, ma sono fiducioso che una nuova amministrazione con programmi ambiziosi e con lo sguardo orientato al futuro saprà riportare Asti al vertice.