il NUOVO CAFFE' | MARCO GABUSI: STANNO SPOGLIANDO LA PROVINCIA RIDUCENDOLA A UNA PERIFERIA DEGRADATA- L’AMARO SFOGO DEL V.PRESIDENTE DI FRONTE ALL’INSUFFICIENZA LOCALE E AL DISPREGIO NAZIONALE.
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MARCO GABUSI: STANNO SPOGLIANDO LA PROVINCIA RIDUCENDOLA A UNA PERIFERIA DEGRADATA- L’AMARO SFOGO DEL V.PRESIDENTE DI FRONTE ALL’INSUFFICIENZA LOCALE E AL DISPREGIO NAZIONALE.

MARCO GABUSI: STANNO SPOGLIANDO LA PROVINCIA RIDUCENDOLA A UNA PERIFERIA DEGRADATA- L’AMARO SFOGO DEL V.PRESIDENTE DI FRONTE ALL’INSUFFICIENZA LOCALE E AL DISPREGIO NAZIONALE.

“Stanno spogliando la Provincia”

Ci tolgono i servizi, ma in compenso mandano 250 profughi a Castello d’Annone

GABUSI-MARCO-2012-700x525 (dall’articolo del LA STAMPA   di Franco  Cavagnino) 

Amaro sfogo del vicepresidente della Provincia Marco Gabusi che sintetizza il suo pensiero in uno slogan molto diretto: «Stato e Regione vogliono ridurre Asti al ruolo di periferia degradata».
L’ombra di Alessandria si allunga sulla provincia a forma di grappolo d’uva e c’è già chi, aggrappandosi alla storia, prefigura un ritorno agli anni precedenti il 1935, prima cioè dell’istituzione della Provincia astigiana. L’«uscita» di Gabusi coincide con il Consiglio provinciale di oggi, in cui, tra l’altro, si adotterà lo schema di bilancio 2015: una delle cartine al tornasole dello stato di salute dell’ente. «E’ un bilancio risicato, si cerca di stare in carreggiata – spiega – ma che conta comunque 7 milioni in più rispetto al 2014 e che va letto, soprattutto, guardando agli 800 mila euro per le scuole e a 1 milione e 800 mila euro per le frane».
Lo sfogo
«Da 6 mesi – afferma il vicepresidente – in collaborazione con il comune capoluogo e le istituzioni regionali, combattiamo su più fronti per poter continuare a garantire i diritti fondamentali degli astigiani. Ora – prosegue – siamo arrivati da un punto cruciale: fra pochi mesi potrebbe essere stravolto l’assetto dei servizi istituzionali presenti nel capoluogo a causa di una serie di disposizioni regionali e nazionali che tendono ad “accorpare” il nostro territorio con quello alessandrino». Questo, ricorda Gabusi, pare essere un percorso irreversibile; ci sono più campanelli dall’allarme. L’amministratore cita il «Massaja»: «In autunno ci siamo sentiti dire che l’ospedale non avrebbe più potuto essere considerato il presidio sanitario di riferimento, perché la scelta era stata quella di privilegiare Alessandria, che ha una struttura molto più vetusta della nostra. In primavera ci è stato comunicato l’abbandono del progetto dell’ospedale Valle Belbo. Ora la Regione vorrebbe accorpare diversi servizi provinciali con quelli di Alessandria».
Prefettura e non solo
Poi vi sono le informazioni «ufficiose» sulla soppressione della prefettura: «Immaginiamo che, di conseguenza – sottolinea Gabusi – tutte le sedi provinciali delle Forze dell’ordine siano destinate a compiere lo stesso percorso verso Alessandria». Ovvero «i servizi pubblici di maggior rilevanza finiranno alla provincia alessandrina».
Annone e i profughi
In questo contesto Gabusi ritiene una beffa che la caserma dell’aeronautica di Castello d’Annone sia stata individuata «come unico “centro di smistamento” regionale dopo Settimo Torinese per i profughi e che nelle prossime settimane dovrebbe ospitarne circa 250». «Avrei molto da dire sulle ricadute di questa scelta in materia di ordine pubblico, ma non è l’argomento su cui voglio focalizzare l’attenzione in questo momento. Ciò che ritengo inaccettabile è che le scelte di programmazione dei livelli istituzionali regionali e nazionali per la provincia di Asti prevedano la soppressione di quasi tutti i servizi e che l’unica novità sia il centro profughi di Annone». Poi aggiunge: «Se queste scelte verranno confermate, chi se ne assume la responsabilità ha il dovere politico di venire a spiegare alle istituzioni locali, ai nostri concittadini, ai nostri imprenditori e alle nostre comunità che siamo considerati una periferia e che, come avviene in tutte le periferie degradate, qui si devono allocare i servizi “scomodi” per i centri urbani»