il NUOVO CAFFE' | PROGETTO PER ASTI- ELEZIONI DI PRIMAVERA 2017- LINEE GUIDA DEL MOVIMENTO CIVICO GALVAGNO
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PROGETTO PER ASTI- ELEZIONI DI PRIMAVERA 2017- LINEE GUIDA DEL MOVIMENTO CIVICO GALVAGNO

PROGETTO PER ASTI- ELEZIONI DI PRIMAVERA 2017- LINEE GUIDA DEL MOVIMENTO CIVICO GALVAGNO

 

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PROGETTO PER ASTI

 

il primo dovere dell’Amministrazione comunale è garantire il benessere dei propri cittadini 
 in un clima di ordine e di sicurezza.

Per “benessere” intendiamo non solo l’aspetto economico, ma anche la sicurezza personale, la coesione sociale, l’ambiente culturale, l’estetica urbana, la qualità dei servizi, la salubrità dell’ambiente. Per crescere e per garantire livelli sempre più alti di “benessere”, ogni comunità deve sapersi muovere sfruttando al meglio gli elementi distintivi del proprio territorio. Questo è ancora più valido nel momento in cui si prevede la cancellazione di tutte le Provincie e dunque una forte competizione tra comuni e territori per sfruttare le sempre più scarse risorse.

Quale futuro per Asti ?

Asti, verosimilmente, non potrà mai essere una città unicamente turistica . Nello stesso tempo, non è più una città tipicamente industriale, anche se dobbiamo assolutamente rafforzare questo tessuto. Nemmeno il terziario, l’artigianato o l’agricoltura possono rappresentare, da soli, il futuro della nostra città.

Possiamo però pensare a una “combinazione” intelligente di tutte queste cose puntando a fare di Asti una città “residenziale” – cioè l’esatto contrario della città dormitorio – quindi una città viva ed accogliente dove tutto ciò che conta funziona:

In questa prospettiva due sono gli obbiettivi primari su cui dobbiamo puntare :

 

  1. Asti capitale del Piemonte del vino e delle terre dell’Unesco

Il primo obiettivo è far diventare Asti la capitale del Piemonte del Vino, cioè di quel territorio che comprende Monferrato, Langhe, Roero; le città di Asti, Alba, Acqui, Casale; le terre del vino del Piemonte: 400 Comuni, 1 milione di abitanti, una zona che rappresenta di per sé una grande area di sviluppo economico di cui Asti è il centro geografico, la capitale naturale, e di cui può essere il “motore” e il cuore pulsante.

In un contesto che prevede l’abolizione delle Province, Asti deve saper svolgere integralmente la sua funzione di punto di riferimento sia dei Comuni dell’ Astigiano ( gran parte dei quali sempre più vuoti di funzioni primarie) sia di quel vasto territorio individuato dalle terre del vino dell’Unesco. E’ una grande occasione.

 

2    Asti, città efficiente, al servizio delle persone, delle imprese e del territorio

Correlata con l’obbiettivo di cui sopra una particolare attenzione per l’ambiente, il verde, il decoro, la pulizia, per l’ordine e la sicurezza uniti a una nuova vivacità sociale e culturale . In altri termini manutenzione , manutenzione, manutenzione..!

Chi viene ad Asti deve trovare buoni servizi, parcheggi comodi, un ospedale efficiente, un ambiente urbano sicuro, pulito, ordinato e poi deve trovare proposte culturali interessanti: teatro, cinema, musica e poi le scuole che funzionano, le attrezzature ben tenute, una città efficiente sotto tutti gli aspetti.

 

I quattro pilastri del progetto per Asti : sicurezza, economia, socialità, bellezza.

Si spiegano così le scelte che proponiamo : i nuovi piani urbanistici, industriali e commerciali, i massicci investimenti in lavori pubblici e opere strategiche, prima di tutte “la tangenziale” , indispensabile per una viabilità più leggera e veloce, l’esigenza (non ancora soddisfatta) di nuovi parcheggi che risolvano il problema delle auto in centro, e quindi anche più isole pedonali, le navette elettriche che favoriscono gli spostamenti da un capo all’altro della città in modo rapido, silenzioso e pulito; la cura costante e la manutenzione scrupolosa della città, una socialità che guardi a chi ha “veramente” bisogno.

 

UNA CITTÀ ECONOMICAMENTE

 

FORTE    

 

Il nostro piano vuole rendere Asti un “ambiente dinamico” in grado di ridurre ostacoli e freni per chi vuole investire e creare lavoro e di fornire le migliori condizioni per attirare investimenti, turismo, interessi e risorse.

Per questo la nostra città deve essere assolutamente dotata delle strutture e dei servizi industriali, commerciali, tecnologici che servono alle aziende per operare e ai cittadini per vivere meglio.

Le azioni conseguenti per raggiungere questi obiettivi sono

 

UN PIANO DI OPERE E DI INVESTIMENTI URGENTI :

100 milioni di investimenti prontamente attivabili in campo industriale, commerciale, nei servizi e nelle infrastrutture in base a iniziative di imprenditori, aziende e dell’amministrazione comunale stessa.

  • Si tratta, complessivamente, di investimenti che contribuiscono al sostegno dell’ economia locale e alla creazione di veri posti di lavoro.

UN NUOVO PIANO REGOLATORE CON 5 PRIORITÀ

  1. a) No alla cementificazione del territorio e allo spreco del suolo!.

Conferma del deciso cambiamento di rotta adottato dall’attuale amministrazione rispetto ad una politica urbanistica troppo orientata all’ indiscriminato consumo del suolo. Quindi decisa riaffermazione dell’impostazione di rigoroso rispetto dell’ ambiente. Ciò allo scopo di evitare il disordine edilizio, lo spreco, la frantumazione e la dispersioni di risorse, lo svuotamento del “centro urbano” che rischierebbe di trasformare il cuore della città in una vuota periferia.

 

  1. b) Recupero del patrimonio edilizio esistente e degli edifici vuoti ( o abbandonati) mediante incentivi e facilitazioni finanziarie, amministrative e normative quali ad esempio: a)abbattimento degli oneri di urbanizzazione fino al 90%; b) incentivi e contributi ai proprietari che ristrutturano, migliorano, abbelliscono 
i propri edifici; c) forti facilitazioni per le costruzioni che 
adottano tecniche di risparmio energetico e migliorano l’impatto ambientale.
  2. c) ritorno al verde: aumento fino al 50% del verde cittadino, pedonalizzazione del centro, navette 
ecologiche in tutta la città, messa a dimora di 5000 alberi, sistemazione definitiva dei parchi e giardini urbani.-
  3. d) Pedonalizzazione, progressiva e differenziata del centro urbano: (ripresa del lavoro di miglioramento e abbellimento della città)
  4. e) via libera alle navette elettriche, piccole, silenziose, pulite, con utilizzo degli autobus tradizionali, che abbiamo c rinnovato, solo per le linee extraurbane ed i percorsi esterni al nucleo cittadino.
  5. d) Abbattimento delle “barriere burocratiche” e porte aperte a chi investe per portare lavoro ad Asti.

– Il Comune si aprirà a tutte le proposte provenienti dal mondo imprenditoriale che si propongano investimenti finalizzati all’insediamento di attività economiche con significativi riflessi occupazionali. In tale ottica adotterà appositi “piani urbanistici particolareggiati” al fine di orientare e convogliare le diverse proposte di iniziativa privata verso obiettivi di interesse generale. Abbattimento delle “ barriere burocratiche”. L’esigenza di eliminare procedure tortuose e inutilmente cavillose è avvertito da tutti, ma risulta essenziale per l’efficienza delle attività economiche.

  1. e) Un occhio di riguardo per le Frazioni, gli Ingressi urbani e le periferie. – Meno importanza alla volumetria e più attenzione per il decoro, l’estetica e l’inserimento ambientale. Il comune si farà carico di realizzare un piano di “decoro e valorizzazione” fornendo un aiuto materiale ed organizzativo (progetti, consegna gratuita di piante, siepi, ecc.) a quanti daranno attuazione al programma di recupero e miglioramento estetico\ambientale. Per le zone esterne, gli ingressi urbani e le arterie di accesso alla città, oltre ai rilevanti interventi attuati e in corso da parte del comune saranno consentiti ai privati interventi urbanistici di “ricucitura” che miglioreranno notevolmente l’aspetto estetico e funzionale di tali zone. 

IL PROGETTO INDUSTRIALE – SVILUPPO E OCCUPAZIONE

Il Comune di Asti assume due specifiche iniziative: la prima di conferma e rafforzamento delle iniziative già varate, la seconda di carattere totalmente innovativo:

Conferma delle facilitazioni e degli incentivi alle aziende che investono e creano nuovi posti di lavoro: conferma di tutti i provvedimenti già adottati a favore delle imprese (facilitazioni amministrative, incentivazioni, realizzazione di infrastrutture, offerta di un milione di euro in terreni per le aziende che creano nuovi posti di lavoro, opere ed urbanizzazioni per la creazione di nuove zone industriali ed artigianali).

Approvazione tempestiva di tutti provvedimenti necessari per consentire l’ampliamento, la riconversione, la ricollocazione o il nuovo insediamento di attività produttive di tipo industriale, artigianale, commerciale, direzionale da cui derivi un incremento dell’occupazione.

Utilizzo delle aziende a “partecipazione comunale” a servizio dello sviluppo industriale cittadino.
Il Comune possiede il 55% di Asp) e il 35% di Gaia (che vanno riformate e rilanciate). Tali aziende occupano oltre 500 persone e operano nel settore cruciale dei servizi e dell’ambiente. Opportunamente coordinate e collegate fra loro, costituiranno il braccio operativo del Comune di Asti nel nuovo progetto di rilancio dell’industria locale e dell’incremento dell’occupazione.

IL PIANO COMMERCIALE E DEI SERVIZI

  • Questo settore esercita un ruolo di primo piano ed è fonte di notevole dinamismo anche sotto il profilo dell’occupazione. L’Amministrazione comunale, quindi, dovrà concepire il piano del commercio come uno strumento per migliorare i servizi alla popolazione, incrementare l’occupazione e attivare massicci investimenti in grado, a propria volta, di produrre effetti positivi in termini di spinta allo sviluppo e alla creazione di nuovi posti di lavoro.

Piccola o grande distribuzione? Centri commerciali o negozi di vicinato?

Entrambe le forme devono coesistere in quanto ciascuna svolge una funzione essenziale. Il Comune ritiene che vada strenuamente sostenuto e difeso il tessuto economico e sociale costituito dalla “piccola distribuzione” – i negozi di vicinato – ma prende atto che anche la grande distribuzione costituisce una realtà importante che, opportunamente indirizzata, può concorrere sensibilmente allo sviluppo dell’economia e all’incremento dell’occupazione nella nostra città. Compito del Comune è quello considerare le diverse proposte nell’interesse generale della città, secondo normative complesse e vincolanti.

Piccola distribuzione – Commercio locale, negozi di vicinato

Il Comune sostiene in modo organizzativo e finanziario gli interventi e le iniziative per valorizzare il piccolo commercio, compresa la diretta partecipazione al progetto del “centro-commerciale-naturale-” della città. Nello specifico:

  1. consistente contributo finanziario a disposizione del commercio locale e della piccola distribuzione da utilizzare nel 2011/12 per il “centro commerciale naturale”.
  2. un piano di valorizzazione urbana per rendere la città sempre più bella e viva e accogliente ( decoro, pulizia, arredo, piante e fiori)

Grande distribuzione Centri commerciali, servizi di vasta area

Niente “cattedrali nel deserto” che svuotano il centro cittadino e deprimono il commercio locale. Sì a proposte che introducono innovazioni, sviluppo e occupazione. Preferenza alle proposte che, per bellezza e attrattiva, siano in grado di richiamare ad Asti gente proveniente da fuori città.

Importante: il controllo delle operazioni urbanistiche e commerciali attraverso l’adozione di strumenti pubblici (piani urbanistici particolareggiati) per garantirne la pubblicità e la trasparenza e il rispetto degli obiettivi fissati.

PARCHEGGI-, NAVETTE ELETTRICHE, TANGENZIALE, VIABILITÀ

La costruzione di nuovi parcheggi nel centro storico della città e nelle zone circostanti è una iniziativa strettamente collegata alla realizzazione della tangenziale alle porte di Asti e dell’introduzione delle navette elettriche, gratuite per gli anziani e non inquinanti, in tutta la città. Queste iniziative, sviluppate contemporaneamente e in parallelo col piano di manutenzione della città e col piano commerciale non soltanto potranno migliore la circolazione e la mobilità ma faranno si che Asti possa finalmente dotarsi di una vera isola pedonale che trasformerà il centro in un “salotto” a disposizione di cittadini, dei commercianti, dei visitatori.

Parcheggi : del piano dei parcheggi originario è stata realizzata la parte che riguarda i parcheggi “a raso”, cioè in superficie, per un totale di oltre 1500 posti. Difficoltà si sono invece riscontrate per i parcheggi in elevazione e nel sottosuolo in quanto i relativi i bandi andarono deserti per la situazione economica generale negativa.
Tuttavia, ora riteniamo di riproporre un corposo aggiornamento del Piano Parcheggi basato su:

  • Soprelevazione del parcheggio ex Babilano (zona Stazione FS) per 500 nuovi . E’ questa la nuova priorità del piano parcheggi. La sua realizzazione necessita solo dell’autorizzazione delle Ferrovie . Tempo stimato per la disponibilità del parcheggio: un anno dall’accordo con FS.
  • Progettazione diretta del Parcheggio di Piazza Medici per 630 posti in sottosuolo. L’operazione prevede il trasferimento dell’Istituto Castigliano alla ex Maternità che il Comune ritiene di poter acquisire mediante la cessione alla Regione Piemonte ( proprietaria dell’area) di beni comunali di pari valore e/o come contropartita della la valorizzazione urbanistica di tutto il comparto dei beni regionali insistenti nel comune di Asti). L’attuazione del progetto speciale di “Piazza Medici” risulta economicamente conveniente e realizzabile grazie alla valorizzazione edilizia e allo sfruttamento dei parcheggi (dei quali una quota sarà messo in vendita). 
I parcheggi relativi alle aree della Caserma Colli di Felizzano e San Rocco proseguiranno nel loro iter secondo i nuovi criteri di priorità e fattibilità.
  • Aree ex Vay Assauto: il grande spazio inutilizzato intorno della “fabbrica” potrebbe essere affittato e sistemato per metterlo a disposizione del parcheggio in occasione di eventi che richiamino molto pubblico in città e in particolare all’Enofila, struttura appositamente creata per ospitare manifestazioni espositive, commerciale e servizi di varia natura. Il fatto che al momento tale struttura sia stata abbandonata dall’amministrazione comunale oltre ad essere un grave errore al quale dovrà essere posto rimedio non può esimere il comune dal porsi il problema dell’utilizzazione di tale spazio anche al fine di evitare che lo stesso si trasformi un un ennesimo fattore di degrado ambientale . ( vedi punto Enofila)

 

 

Navette elettriche, autobus ecologici

Il problema dei trasporti pubblici in una città come Asti è particolarmente difficile e oneroso: grande territorio, popolazione ridotta, alta dispersione insediativa con bassa densità abitativa (frazioni e case sparse), viabilità condizionata dalla conformazione urbanistica di stampo medievale. Il criterio prioritario sarà comunque quello di puntare sempre di più sul trasporto pulito, non inquinante, rispettoso dell’ambiente, vantaggio della salute delle persone e dell’ambiente. Ecco perché sono state adottate le “navette elettriche” (già quattro, ora ridotte a 2 per incuria dell’amministrazione in carica ) che vogliamo potenziare ( 6-8) fino a coprire altre zone della citta ad integrazione di nuovi autobus ecologici, moderni, e funzionali che hanno sostituito gran parte di quelli finora esistenti .

In tale quadro la proposta prioritaria di estensione è l’istituzione di una linea continua diretta Stazione FS-Ospedale con attraverso del centro storico.

TangenzialeNonostante ostacoli di ogni genere di ostacoli posti da chi non ne comprende utilità funzionale e ambientale, riuscimmo a far passare l’operazione sul piano dell’indirizzo progettuale e realizzativo. Purtroppo con l’amministrazione Brignolo tutto è stato nuovamente rimesso in discussione.

La proposta alternativa, proposta dall’amministrazione Brignolo, è costituita dalla cosiddetta “circonvallazione” fiancheggiante il Borbore . Purtroppo si tratta di una soluzione tecnicamente controversa e praticamente irrealizzabile. Ora si scopre che oltre al progetto mancano pure i soldi.

Per questo, la strada per riprendere in mano la situazione richiederà un impegno straordinario che è nostra ferma intenzione attuare con ogni mezzo.

 

Nel 2007 la Tangenziale Sud Est era inserita in un piano di intervento che avrebbe consentito la realizzazione di un’opera da sempre richiesta e mai ottenuta. Sembrava un miracolo: quasi 300 milioni di investimento, due nuovi ponti sul Tanaro e Borbore, un collegamento bellissimo con il nuovo Ospedale. Bene, da quel momento sono nuovamente riprese le ostilità delle opposizioni iniziate già negli anni 90 guidate allora dal gruppo PCI, PDS, DS. Sulla stessa linea si collocarono le amministrazioni Bianchino ( 94-98) , poi Voglino ( 2002 -2006) . Gli Assessori dell’epoca erano infatti gli stessi che ci siamo ritrovati ora al comando dell’amministrazione comunale . Colpa loro se il progetto originale che prevedeva quasi tutto il tracciato sotto le colline , quindi a impatto ambientale minimo, è saltato. Non solo, anche i progetti di successivo ridimensionamento, accettati dalle amministrazioni successive, pur di andare avanti, compresa quella da noi guidata dal 2006 al 2012, sono stati boicottati e contrastati in ogni modo. Ma ce l’avremmo fatta ugualmente! Poi nel 2007 con l’avvento dell’Amministrazione Brignolo è definitivamente calata la ghigliottina sul Progetto della Nuova Tangenziale sud Est ( da S.Marzanotto al Cso Torino) .

 

 

 

EVENTI E MANIFESTAZIONI:
UNA SOCIETÀ AUTONOMA

Teatro, Palio, Fiera, Manifestazioni: sono oltre 100 gli avvenimenti che il Comune sostiene o promuove ogni anno; dopo averli fatti crescere, bisogna consolidarli e lanciarli ai massimi livelli.
 Ragioni di efficienza ed economicità e devono indurre l’Amministrazione comunale a programmare l’istituzione di una società autonoma per gestire in modo imprenditoriale un complesso di attività collegate al mondo culturale e alle manifestazioni più importanti della tradizione locale. 
Tale società – da costituire entro il 2017 – dovrà creare un’unica regia dalla logistica alla programmazione, alla gestione alla ricerca dei fondi e alla promozione, al marketing e alla comunicazione. Sarà inizialmente a capitale e gestione interamente comunale per allargarsi in seguito agli enti ed organismi che vorranno partecipare.

 

Lo scopo finale deve essere quello di unificare gli sforzi, le energie e le risorse di quanti operano sul nostro territorio attraverso un’azienda con la snellezza e un’autonomia funzionale adatta alle funzioni che deve svolgere.

La creazione di qualunque organismo che si richiami alla sfera pubblica fa immediatamente scattare il sospetto che si possa cadere nel solito “carrozzone” messo in piedi per distribuire posti e prebende. Sospetto fondato e giustificato da numerosi casi. Tuttavia non è rinunciando ad operare che si risolvono i problemi. Tutto dipende come si fanno le cose e le regole che si adottano. Uno dei criteri fondamentali da seguire in questo caso sarà dato dalla sua economicità e trasparenza .

LA MACCHINA COMUNALE 
- UN APPARATO TECNICO DI QUALITÀ DA ADEGUARE AI TEMPI 
La macchina comunale è sempre più in difficoltà di fronte ai nuovi problemi di gestione e di governo introdotti da una normativa che procede spesso per salti e decisioni a singhiozzo (con procedimenti sempre più intricati e una moltiplicazione di adempimenti che il nostro apparato fa fatica a fronteggiare). Si pone, quindi, un problema urgente di riforma e di riorganizzazione complessiva dell’intera macchina comunale.

Al di là di situazioni individuali e della qualità del personale, in alcuni casi davvero apprezzabile, l’insieme del meccanismo risulta lento e inadeguato. Sulla base dell’esperienza e alla luce quanto emerge dall’analisi tecnica avviata in questi ultimi tempi appare indispensabile sottoporre la macchina comunale a una profonda revisione di “sistema” per consentire all’amministrazione di agire con un apparato tecnico all’altezza dei tempi.

I GRANDI CONTENITORI – EDIFICI E SPAZI DA FAR RIVIVERE- LA SITUAZIONE.

Prima di entrare nei particolari va fatta una considerazione preliminare: in questi cinque anni la Giunta Brignolo che aveva utilizzato questo argomento in modo ossessivo e propagandistico, promettendo mari e monti e criticato ferocemente l’amministrazione precedente , non solo non ha fatto niente, ma ha peggiorato la situazione abbandonando all’incuria e al degrado intere zone cittadine in centro come in periferia.

Sinteticamente si può dire che i soli interventi in questo campo sono stati fatti durante l’amministrazione Galvagno ( 2007 – 2012)   mentre nessuno è stato fatto successivamente dall’ amministrazione Brignolo (2012-2016/17) nonostante le pratiche già avviate e i cospicui finanziamenti disponibili.

Ecco dunque , punto per punto la situazione:

Ex scuola Gatti di via Roero: Recuperata e adibita ad attività culturali (Scuola di restauro e di danza in collaborazione con operatori privati – SEDE SCOLASTICA DISTACCATA. RECUPERATA E IN FUNZIONE

Ex “casermone” di San Rocco:   DA RECUPERARE CON FONDI REGIONALI doveva essere recuperato dalla Provincia l’ultimo settore del casermone destinandolo a sede del liceo magistrale ora in parte ospitato dal comune nell’ex scuola gatti . Ci sono fondi regionali utilizzabili.

Ex chiesa di San Rocco: Restaurata dal comune negli anni 2007-2012 e destinata a eventi di teatro, musica, concerti, convegni. Per completare l’opera il comune ottenne ulteriori finanziamenti col Pisu. RECUPERATA E FUNZIONANTE

Ex caserma “colli di Felizzano” in corso Alfieri: con la realizzazione della nuova sede universitaria, l’area e gli immobili dell’edificio sono stati tutti recuperati al miglior uso possibile. RECUPERATO

Ex palazzina del mercato ortofrutticolo: venduta e destinata ad attività terziarie e direzionali (uffici, servizi, ecc..) lavori in corso; RECUPERATA

Ex mercato ortofrutticolo/1: venduto all’asta con destinazione di attività commerciali, direzionali e terziarie. RECUPERATO

Ex mercato ortofrutticolo/2: il Comune ha sospeso la vendita nell’intento di coinvolgere nella sua gestione gli imprenditori locali del mondo agricolo e commerciale. RECUPERATO

Edificio “Torre dell’acquedotto” di via Conte Verde: venduto con destinazione residenziale di pregio RECUPERATO.

Palazzo Ottolenghi in corso Alfieri: ristrutturato contestualmente al nuovo Museo del Risorgimento dell’Unità d’Italia. RECUPERATO

Palazzina Caserma “Colli di Felizzano” in corso Alfieri: è stata sistemata la facciata sul corso Alfieri. Rimane da definire la destinazione dell’intero immobile che a nostro giudizio dovrebbe essere de-patrimonializzata e venduta non essendo più utile come destinazione universitaria. PARZIALMENTE RECUPERATA – valorizzabile

Palazzo Alfieri/Casa di Vittorio Alfieri: Sono in corso i lavori di ristrutturazione di cui è prevista l’ultimazione nel giro di alcuni mesi. In corso ma ( forse) finalmente in fase finale (come la tela di penelope, non si riesce ancora a mettere la parola fine!) recuperata al 90%

Ex palazzo del Collegio- Biblioteca (via Goltieri/Liceo classico): completamente ristrutturato per la “nuova Biblioteca e Centro Culturale permanente attrezzato per Mostre d’arte, performance, attività culturali e sociali auto gestite, ecc. E un lavoro venuto molto bene…RECUPERATO

 

Ex Politeama: Questo spazio è stato recuperato e destinato con l’approvazione dell’amministrazione comunale (Galvagno) ad attività culturali e di intrattenimento e ristorazione . RECUPERAO E IN FUNZIONE

Ex Biblioteca di via Goltieri /Corso alfieri. L’ Amministrazione Galvagno aveva destinato i locali della “vecchia” biblioteca ( dopo il trasferimento in quella nuova) ad ospitare eventi culturali e sala d’Arte permanente ( che in città manca). Tale progetto è stato abbandonato dall’Amministrazione Brignolo che aveva deciso di destinare tali spazi a sede dell’Arazzeria ( privata). Tale decisione tuttavia è abortita per la diffusa protesta dovuta ai gravi difetti da cui era viziata fin dall’origine. Ora riteniamo che si possa tornare alla proposta originaria che appare la più logica e la meno onerosa. * DA RIDEFINIRE

 

*Ultimamente tale spazio , secondo le ultime dichiarazione della giunta in carica, verrebbe destinato a spazio di manifestazioni connesse allo svolgimento della Douja e al cosiddetto progetto “ Vino e Cultura” che tuttavia al momento appare una indicazione meramente programmatica e propagandistica di cui è difficile valutare consistenza e validità. In ogni caso è un passo avanti rispetto all’ipotesi naufragata perché consente di mantenere i locali della “ vecchia biblioteca” nell’ambito delle attività espositive e culturali ( sala d’arte, attività giovanili, terza età, ecc.)

 

NOTA BENE

( SUL VECCHIO OSPEDALE – MATERNITA’ – ENOFILA , LEGGI l’APPENDICE AL TERMINE DELLA PRESENTE RELAZIONE DOVE SONO INDICATE  SOTTO FORMA DI INTERPELLANZA E DI MOZIONE LE NOSTRE PROPOSTE IN MERITO A TALI CONTENITORI ANCHE ALLA LUCE DELLO SCIAGURATO COMPORTAMENTO DEL L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI ASTI E DELLA REGIONE IN ORDINE A TALI PROBLEMATICHE. )

Ex ospedale (proprietà regionale):   ABBANDONATO – SEMPRE PEGGIO

A partire dal 2011 tutto era pronto: le pratiche per rendere vendibile e ristrutturabile questo immobile erano state fatte ed approvate . La Regione, poteva venderlo, gli imprenditori potevano acquistarlo, trasformarlo e recuperarlo. Il Comune aveva fatto tutto ciò che doveva approvando anche il piano di recupero che consentiva ( e che consente) di realizzare nel vecchio ospedale una vastissima gamma di interventi, dall’edilizia residenziale, alle attività commerciali, ecc. Il Comune avrebbe fatto ponti d’oro agli imprenditori che fossero intervenuti . Lo stesso discorso valeva per ex Uffici Asl di via Orfanotrofio. Purtroppo la Regione non è riuscita a venderlo sia per la difficile situazione economica sia per il prezzo troppo alto con cui lo vuol mettere in appalto. E così tutto va in rovina.

 

Ex “maternità” (proprietà regionale): ABBANDONATA , SEMPRE PEGGIO

c’ è un preciso progetto del comune per farne la sede di scuole, giardini, servizi culturali e sociali. Il comune di Asti ha il massimo interesse nell’acquisizione dell’immobile attraverso una operazione di scambio con la Regione per metterne i grandi spazi a disposizione degli studenti e delle attività scolastiche e sportive di ogni ordine e grado. L’operazione include l’acquisizione del circolo Morando (vedere più avanti la voce “progetti speciali”) *

 

Nota sul Vecchio Ospedale : Certamente è una questione complicata, ma qualcosa di più per l’Ospedale vecchio e per la Maternità si sarebbe dovuto fare. Prendiamo ad esempio il vecchio ospedale . Dichiarazione dell’ex sindaco Galvagno alla stampa:

“ Nella mia amministrazione avevo tentato in tutti i modi di convincere la Regione a venderlo ,senza riuscire ad impormi, purtroppo , ma , quanto meno, avevo fatto due proposte e cioè:       “ Asl, Regione datemi in uso il vecchio Ospedale e   io, Comune, mi impegno a tenerlo pulito e a usarlo a beneficio degli astigiani   come spazio pubblico. Così non diventerà un deposito di immondizie o un ricettacolo di malaffare… La cosa andò in porto tant’è, ricorderete, lì si facevano feste , manifestazioni, veniva usato come giardino, , atelier per ragazzi, spazio teatrale e musicale e giardino pubblico dove andavano mamme, bambini , giovani e anziani…Per la Maternità il piano proposto era quello di traferire lì una scuola del centro ( L’Istituto Castigliano)   in modo che dallo spazio liberato si potessero costruire nuove piazze e   parcheggi nel cuore della città..”

Rispetto ad allora, purtroppo non si è fatto più niente, anzi le cose sono andate sempre peggio. Noi come Movimento civico avremmo voluto aiutare l’Amministrazione comunale a risolvere questo problema , ma da quell’orecchio il sindaco non ci sente e continua a ripetere la solita litania: non tocca a noi, non ci riguarda.. ma come? Intervenga almeno sul piano dell’igiene pubblica , obblighi l’Asl e la Regione a tenere pulite quelle aree ..

SUL TEMA IN QUESTIONE E IN PARTICOLARE SUGLI IMMOBILI EX OSPEDALIERI( VECCHIO OSPEDALE E MATERNITA’)   E’ STATA INDIVIDUATA UNA SOLUZIONE CHE POTRA’ CONSENTIRE UNO SBLOCCO DELLA SITUAZIONE.

 

 

Ex Enel (via Galileo Ferraris): PARZIALE RECUPERO, il complesso è avviato verso un utilizzo ottimale con, in particolare, la ricollocazione da via Antica Zecca del Centro sanitario diagnostico (CDC).

Ex Clinica San Giuseppe: NON RECUPERATA , TUTTO FERMO il comune era pronto ad aiutare chi si fosse seriamente impegnato per dare a questo immobile una destinazione adeguata. L’amministrazione comunale Galvagno fu sempre favorevole all’utilizzo della clinica quale “presidio sanitario” in appoggio all’Ospedale. Infatti furono autorizzati i lavori di ristrutturazione necessari, puntualmente eseguiti. Purtroppo, la giunta regionale (la giunta Bresso, centro-sinistra) non concesse la convenzione tra l’ospedale la clinica San Giuseppe, causandone così la chiusura. Chi, oggi, ne richiede la riapertura sic et simpliciter , sapendo benissimo che non è possibile, non offre alcun contributo alla soluzione del problema che invece va affrontato con serietà. L’amministrazione comunale dovrà quindi impegnarsi senza riserve nel sostenere qualche seria iniziativa pubblica o privata che si proponga di ridare una utile destinazione all’ ex clinica ( per esempio un Hospice ) .

Ex Clinica San Secondo: NON RECUPERATA , TUTTO FERMO

il Comune aveva dato il via libera al recupero dell’immobile. All’epoca erano in corso le procedure per il recupero edilizio e le nuove destinazioni del fabbricato. Ora a che punto è?

Ex Upim di corso Alfieri: : NON RECUPERATA , TUTTO FERMO

La proposta dei operatori interessati aveva ottenuto il via libera della Giunta. L’amministrazione Galvagno aveva infatti dato l’assenso alle proposte di sistemazione e utilizzo dell’immobile avanzate dalla proprietà. Anche in questo caso, visto il nulla di fatto dell’amministrazione in carica, il comune che uscirà dalle nuove elezioni dovrà fare tutto il possibile per riprendere ed accelerare l’operazione di recupero che con l’amministrazione Brignolo è rimasta al palo come tutte le altre. .

E x Ferrotel:

( Ferrovie dello Stato Italiane) avviato ad una destinazione socialmente utile. Grazie alla disponibilità delle FS Italiane e all’interessamento della Prefettura, il Comune era riuscito a far si che l’immobile fosse destinato a uso abitativo nell’ambito del progetto sociale straordinario “Casa e Accoglienza”. NON RECUPERATO TUTTO FERMO

Ex Vetreria: palazzo dell’ Enofila restaurato e dotato di spazi e servizi. Sarà utilizzato come Centro Direzionale e spazio per attività sociali, fiere, manifestazioni, eventi economici e commerciali. RECUPERATA – MA A RISCHIO DI ABBANDONO (Vedere al capitolo “ TRE PROGETTI SPECIALI pagina 18     )

I TRE PROGETTI SPECIALI

Chiamiamo “speciali” tre iniziative la cui realizzazione comporta la partecipazione di soggetti pubblici e privati , locali e regionali. Essi richiedono un lavoro di squadra e un notevole impegno ma possono cambiare in meglio il volto della città, restituendo agli astigiani spazi, strutture e servizi per una vita quotidiana più efficiente, più gradevole, più ricca di opportunità economiche, culturali e sociali

1°) PIAZZA MEDICI, MATERNITA’, PARCHEGGIO

L ’operazione come già ricordato consiste: a) nel trasferimento dell’Istituto Castigliano nell’edificio dell’Ex maternità, previamente acquisito e ristrutturato, dove esso svolgerà una funzione di campus scolastico e sportivo con tanto verde e servizi in stile “americano”, una zona di nuovo piena di vita; b) nella valorizzazione residenziale/commerciale di una parte degli edifici ex scolastici : c) nell’abbattimento del corpo principale della scuola su cui sarà ricavata la piazza medici 2 e circa 60 parcheggi nel sottosuolo.

2°   LA BIBLIOTECA, PALAZZO OTTOLENGHI, PALAZZO DEL COLLEGIO.

dopo averli sistemati e ristrutturati per le loro nuove destinazioni occorre continuare e finire l’opera : ora tocca a Palazzo Alfieri ( ex biblioteca) che dovrà diventare un centro d’arte e di esposizioni permanente a disposizione di artisti e giovani talenti fornendo agli astigiani un servizio di qualita’ che oggi manca e di cui una citta capoluogo con le nostri tradizioni culturali deve assolutamente disporre.   
La Biblioteca comunale è un importante centro di riferimento per studenti e studiosi. Dopo aver realizzato la Nuova Biblioteca ora vogliamo potenziarla, ingrandirla e soprattutto collegarla ai locali della “ vecchia” ex biblioteca ( dove quest’anno si è svolta la Douja ) per farne un tutt’uno bello , elegante e funzionale onde ospitare iniziative di qualità e di prestigio. Con i loro grandi cortili, i due edifici verranno collegati e strettamente integrati dando vita ad un vero e propri “spazio della cultura”, un punto di aggregazione e di ritrovo e che porterà nuova vita e dinamismo al centro storico.

3°   L’ENOFILA ( EX VETRERIA) ;

ATTENZIONE – QUANTO SOTTO RIPORTATO, CIOE’ L’UTILIZZO DELL’ENOFILA COME CENTRO DIREZIONALE, ANDRA’ PURTROPPO RIMESSO IN DISCUSSIONE  QUALORA ANDASSE A SEGNO LA SCIAGURATA INIZIATIVA DELL’AMMINISTRAZIONE BRIGNOLO CHE “ REGALANDO” L’ENOFILA ALLA REGIONE ( PER METTERVI SUOI UFFICI E DEPOSITI CARTACEI) ANNULLEREBBE OGNI RESIDUA POSSIBILITA’ DI UTILIZZARE TALE PALAZZO PER LE FINALITA’ PER CUI ERA STATO CREATO. UN ALTRO BRUTTO PASSO VERSO L’IMPOVERIMENTO DELLA CITTA’ E VERSO LA SUA SPOLIAZIONE DIA OGNI FUNZIONE DI PREGIO!

ENOFILA: UNA SITUAZIONE CHE DOVREMO RIMEDIARE

UN CENTRO DIREZIONALE PER ASTI E IL SUO TERIITORIO 
Il grande e notevolissimo palazzo dell’ex-vetreria ( ENOFILA) è stato restaurato e dotato di spazi, servizi e strutture da diverso tempo. Fino ad oggi questo importante patrimonio cittadino è stato utilizzato per ospitare la Fiera e alcune iniziative legate al vino e al commercio. Ma in essa potremmo ( e dovremmo) fare molto di più di quanto finora è stato fatto , dovremmo usarlo come una macchina permanente nella quale si svolgano continuamente delle iniziative al servizio della comunità astigiana, della città e dei 118 paesi della provincia, delle pro lo co degli enti pubblici e privati. Questa struttura,   lungi dall’essere “ chiusa” e abbandonata dovrebbe esser ancor più curata , potenziata e sfruttata.

Nota: sulla “ ENOFILA- ex VETRERIA” : situazione inaccettabile.

Questo grande immobile divenne proprietà comunale negli anni 85-90 a seguito del trasferimento della “nuova” Vetreria in zona industriale . Considerato un bell’ esempio di edilizia industriale, per il suo pregio architettonico e per il suo significato morale il Comune decise di conservarlo e di ristrutturarlo destinandolo a funzioni pubbliche.   Un forte contributo regionale incentivò le varie amministrazioni (Bianchino, Florio, Voglino) a proseguire su questa strada.   Tuttavia, per alterne vicende, all’entrata in carica dell’amministrazione Galvagno, l’Enofila si presentava ancora bisognosa di decisivi interventi sia in relazione alla sua funzionalità,   sia all’esigenza di bonifica del sottosuolo.

Tali interventi furono eseguiti e l’immobile fu dotato di spazi e servizi adatti alla sua funzione. Da allora   è stato utilizzato come centro per Fiere, Manifestazioni ed eventi economici e commerciali. Purtroppo in questi ultimi tempi   tali manifestazioni hanno subito una forte caduta di interesse imputabile sia alla congiuntura economica generale , ma , in buona parte, ad una gestione comunale in questi anni gravemente inadeguata per non dire fallimentare!. Inoltre ultimamente, , con una operazione molto discutibile il Comune ha deciso di non utilizzarlo più per i fini per cui era stato creato, senza indicare nessun’ altra destinazione,   come sarebbe stato logico. Un altro colpo   è venuto con la decisione di trasferire la Douja nel centro storico. Decisione comprensibile che tuttavia non deve essere assunta a pretesto per l’abbandono di un bene costato così tanto alle pubbliche finanze. L’Enofila è un immobile totalmente ristrutturato in grado di essere utilizzato per una molteplicità di utili funzioni. Se non si ritiene più di utilizzarlo per la destinazione originariamente prevista ( il mondo cambia,), non ha però senso lasciarlo cadere nel dimenticatoio.   Il risultato dello sconsiderato atteggiamento con cui l’amministrazione Brignolo sta affrontando la questione farà finire anche questo contenitore, costato quello che è costato, nel limbo degli immobili vuoti e inutilizzati. Una cosa assurda, inaccettabile!

La nostra proposta per essere serie e fattibile, dopo i disastri gestionali recenti, dovrà partire da una consultazione degli enti che finora avevano collaborato alla sua gestione e che potrebbero essere interessati al suo utilizzo in vario modo: Provincia, Comuni, Pro loco, camera di Commercio, Ente del turismo, Associazioni, Enti e organizzazioni commerciali , industriali e dei servizi. Va quindi preliminarmente ed urgentemente verificato il suo potenziale utilizzo secondo il principio della collaborazione e dell’unione delle forze locali.

Questioni aperte…

VI SONO ALCUNI PROBLEMI SU CUI   CI SONO STATE POSIZIONI MOLTO   CONTROVERSE CHE MERITANO DI ESSERE ANALIZZATE E APPROFONDITE CON PARTICOLARE ATTENZIONE E AL DI FUORI DI OGNI TENTAZIONE POLEMICA O PARTITO PRESO.

L’UNIVERSITA’

Qualche considerazione: L’università di Asti è ormai una realtà consolidata che va mantenuta ma che va rinnovata nei contenuti e negli scopi. A nostro giudizio essa deve diventare un centro di studi di livello nazionale in grado di offrire il massimo di offerta culturale e scientifica in un campo specifico. In sostanza un centro di eccellenza la cui organizzazione e funzionamento dovrà  essere commisurato alle risorse disponibili e a quelle prevedibili. Non pare quindi utile, in via generale , puntare su attività e corsi di laurea generici e frequentabili quasi ovunque    ma , al contrario, puntare su qualcosa di particolare che trovi qui in Asti un punto di eccellenza assoluta. Contemporaneamente va continuata e semmai potenziata l’attività di “ cornice” che sta già svolgendo l’’Università in termini di Master, convegni, studi scientifici, ricerche ecc., tutte iniziative che aiutano la città a vivere esperienze culturali con forte radicamento scientifico. In tal senso e con tali caratteristiche , l’Università astigiana può diventare il punto di riferimento per l’ ambiente culturale cittadino e per il mondo giovanile. Per le caratteristiche sue proprie l’università dovrebbe far parte di un sistema coordinato coinvolgente tutte le attività culturali dell’Astigiano, anche per ottimizzare le risorse economiche, personali e logistiche. In pratica una cittadina di 70-80 mila abitanti e una provincia di 200mila deve cercare di far bene alcune cose senza disperdersi le limitate energie, risorse e competenze in mille rivoli.

Ciò presuppone , fra l’altro, una revisione del modo di organizzare e gestire le istituzioni culturali astigiane ( vedi infra pagina……. allegato 1 )

IL MOVICENTRO

Un’eredità pesante e difficile da organizzare . L’opinione dell’attuale amministrazione è sempre quella: forse era meglio non farlo! Tuttavia, ora bisogna rimediare e fare il possibile per utilizzare tale struttura al meglio possibile. In quest’ottica sono state effettuate tutte le operazioni necessarie per far si che il movicentro possa svolgere la funzione di snodo del trasporto locale su gomma e di centro attrezzato per l’esercizio di diverse attività commerciali.

RIFIUTI: ABBATERE I COSTI E LE TARIFFE

Negli anni del nostro mandato 2007-2012 lo sforzo maggiore dell’amministrazione fu quello di contenere al massimo, riuscendovi, le tariffe dei rifiuti. Ma resta il disappunto e la consapevolezza che avremmo potuto fare molto di più e abbattere drasticamente i costi (anche del 20%) se non fossero stati commessi da diversi soggetti tanti errori nella gestione tecnica e politica (miope e inconcludente) di questo settore. La riorganizzazione da noi progettata e proposta al consiglio comunale fu fortemente osteggiata e solo recentemente alcuni punti qualificanti di essa grazie anche al nostro consenso sono stati approvati come quello di introdurre un “ amministratore delegato” ( a tempo, eleggibile e licenziabile) che risponda della gestione in prima persona.

Per uscire da questa situazione e creare le basi per un abbattimento dei costi del 20-25%, l’Amministrazione dovrà tuttavia dar corso a tre iniziative:

  1. riorganizzazione delle aziende Asp e Gaia, relativamente ai settori che si occupano dei rifiuti;
  2. riorganizzazione della raccolta differenziata dei rifiuti e della plastica;
  3. Eliminazione – con legge regionale – dei “ doppioni” esistenti ( Due Consorzi che rappresentano gli stessi soggetti CBRA e Gaia )
  4. disponibilità ad introdurre anche sul nostro territorio impianti di smaltimento basati su sistemi ad alta tecnologia, in linea con le regioni più avanzate e con i migliori paesi del mondo. Ciò al fine di garantire più salute, più efficienza, meno costi, meno tasse.

MATERNITA’ E VECCHIO OSPEDALE : LA NOSTRA PROPOSTA PER USCIRE DALLA PARALISI.

Gli immobili regionali situati sul territorio comunale e destinati ad attività di pubblico interesse devono essere ceduti al comune alle stesse condizioni praticate dallo stato per i beni demaniali: gratuitamente !

ECCO PERCHE’

Alla regione questi fabbricati non solo non rendono niente , ma anzi costano ( o dovrebbero costare) in termini di spese di manutenzione e di gestione che però non vengono fatte. Così molti grandi fabbricati vanno in rovina degradando intere zone urbane, come sta succedendo ad Asti con il vecchio Ospedale e la Maternità. La Regione vorrebbe venderli ma non riesce perché i prezzi sono troppo alti e coi tempi che corrono nessuno li vuole nemmeno gratis.. Intanto il tempo passa ( anni ed anni) e questi fabbricati , vuoti e abbandonati all’incuria, sviliscono sempre di più e talvolta vengono occupati abusivamente con tutto ciò che ne consegue. Perché la Regione che non riesce a venderli, che non sa come usarli, che non è in grado nemmeno di tenerli in ordine   non li cede ai Comuni per esigenze di pubblico interesse, come a suo tempo ha fatto lo Stato con i propri beni demaniali? In fondo i “Comuni” sono parte integrante della Regione, ne rappresentano l’essenza, sono come le dita della sua mano. In fondo alla Regione non si chiede di fare nulla di più e di diverso di  quello che ha fatto lo Stato il quale ha ceduto ai Comuni i beni demaniali che insistevano sul loro territorio, praticamente “gratis” da buon padre di famiglia . Perché la Regione non fa la stessa cosa e si comporta invece come una matrigna diffidente ed egoista ?

Una ragione c’è ed è un motivo burocratico ed egoistico : per aiutare la “quadratura” (teorica) dei propri bilanci la Regione preferisce segnare in attivo i proventi (teorici) derivanti dalla (improbabile) “vendita” dei propri immobili. Moltiplichiamo il caso di Asti per decine, per centinaia di casi e capiremo di cosa stiamo parlando.

Si tratta di un atteggiamento miope che non giova a nessuno, non alla Regione che oltre a non incassare un euro   tiene immobilizzato un patrimonio che andrebbe valorizzato, non giova ai comuni e alle comunità locali che vedono intere parti delle loro città  sprofondare nel degrado e nell’abbandono.. .

Ecco perché chiediamo alla regione di fare subito quello che ha fatto lo Stato: cedere gratuitamente ai Comuni i beni regionali destinati ad opere di pubblico interesse che sono ubicati sul loro territorio. A conforto di tale impostazione va detto che tali “beni” sono “regionali “ solo perché è stato deciso così, “convenzionalmente” , nel 1970 quando sono stare create le Regioni. Facciamo l’esempio di Asti: quando nacquero le Regioni l’Ospedale e la Maternità esistevano già da molti decenni, furono realizzati dallo Stato e dalla comunità astigiana, con donazioni e con sottoscrizioni. Perciò anche da un punto di vista storico e morale non c’è quindi nessuna particolare ragione che militi a favore del fatto che tali beni debbano essere attribuiti alla regione  invece che ai comuni. E’ stata una decisione, certamente legittima, ma opinabile e che oggi si rivela controproducente, quindi da cambiare con una semplice legge regionale, come a suo tempo ha fatto lo Stato per i beni statali.

Il nostro impegno sarà dunque quello di riaprire subito un confronto con la Regione su questo problema la cui soluzione porterà vantaggi a tutti. Non diciamo che in tal modo tutti i problemi saranno risolti immediatamente ma sarà stato rimosso il macigno più grosso che ha finora paralizzato ogni tentativo. D’altra parte un esempio positivo di come potrebbero andare le cose lo abbiamo sotto gli occhi; riguarda il recupero del Casermone di San Rocco ( nuovo tribunale e Magistrali) e la Caserma Colli di Felizzano ( università e uffici pubblici) affrontato e risolto a suo tempo dall’amministrazione Galvagno mettendo in pratica i criteri di cui sopra, cioè chiedendo allo stato di adottare una normativa che ha permesso al Comune di Asti di ottenere dallo Stato questi grandi immobili per quattro lire… ( col 90% di sconto) . Perché l’ attuale amministrazione comunale di Asti di fronte al nulla di fatto, non segue l’esempio delle amministrazioni del passato che avevano saputo imporre l’adozione di provvedimenti legislativi favorevoli agli interessi dei comuni e delle loro popolazioni?

Forse la paralisi attuale dipende dal fatto che oggi manca il prestigio e l’autorevolezza politica per farsi ascoltare dalla Regione, oppure perché si preferisce non disturbare il manovratore in funzione di interessi politici settoriali.

Comunque noi riapriremo questo fronte già prima delle elezioni perché quello che sta accadendo con gli immobili regionali vuoti e degradati come la Maternità e il vecchio Ospedale è una cosa intollerabile e ingiusta !!

 

UNA CITTA’

UMANA

L’ IMPEGNO NEL SOCIALE E NELLA CULTURA La città che vogliamo è solidale, amichevole, accogliente, gentile con tutti, attenta ai problemi
di chi è rimasto indietro e sollecita verso che ha bisogno di aiuto. Una città amica dei cittadini e che – proprio per questo – è anche in grado di difendersi da chi non rispetta il prossimo . Continueremo a tagliare tutto il superfluo, risparmieremo su immagine e lustrini, “faremo cassa” sfruttando beni e risorse pubbliche inutilizzate che costano e non rendono (come abbiamo già fatto in passato   recuperando quasi 10 milioni di euro!!!) ma il settore sociale e culturale continuerà a ricevere tutta l’attenzione e gli strumenti necessari.

Nello stesso tempo cureremo assai di più anche la “ manutenzione e la buona tenuta della città “perché chi paga le tasse vuole che i propri soldi non vadano solo a sostenere talune categorie in difficoltà , ma “ritornino” a beneficio di tutti, di tutta la comunità in termini di servizi efficienti , strade pulite e senza buche, giardini e scuole in ordine, pulizia e soprattutto sicurezza.

ATTENZIONE ALLA COESIONE SOCIALE

Senza coesione sociale qualunque società rischia di andare in frantumi. Il nostro impegno quindi non si esaurisce nel comparto dei “servizi sociali” in senso stretto ma si estende alle attività connesse con l’ambito dell’istruzione (dagli asili alle superiori), della cultura e dello sport.

Il periodo di crisi esige un rafforzamento degli interventi che riguardano Casa e Lavoro. In tale settore l’amministrazione comunale disporrà un progetto straordinario aggiuntivo a carattere congiunturale che riguarda il sostegno alla locazione, l’emergenza e la prima accoglienza, la creazione di borse lavoro per giovani e adulti.

IL PROGETTO SOCIALE:

Progetto casa / sostegno alla locazione

Ampliamento del raggio di azione del piano casa comunale in vigore .

Mira ad evitare che persone e famiglie in difficoltà finanziaria temporanea (per cause di varia natura) cadano in una spirale negativa sempre più difficile.

Progetto casa: / emergenza e prima accoglienza.

Piano d’intervento straordinario per il reperimento di locali e spazi abitativi per far fronte all’emergenza abitativa e a situazioni di particolare disagio sociale.
I locali e gli spazi abitativi non rientreranno fra quelli dell’edilizia residenziale pubblica (di gestione ATC) e possono quindi essere adottate speciali modalità per la realizzazione, la gestione e l’assegnazione degli spazi. Di pari passo contrasto senza sconti a chi occupa abusivamente abitazioni di edilizia pubblica ( o privata) o non ha i requisiti per ottenerla o mantenerla.

Progetto “Borse- lavoro” per giovani laureati.

– L’’iniziativa, già sperimentata e da riproporre, prevede stage presso enti, istituzioni, privati favorire l’inserimento di giovani laureati nel mondo del lavoro, nonché altre forme di sostegno per i giovani che intendono intraprendere una attività libero professionale o acquisire una particolare specializzazione.

Progetto “Borse lavoro per giovani in generale

– Una quota dell’intervento sarà destinata alla realizzazione di “borse lavoro” presso aziende che assumono giovani e giovanissimi, a prescindere dal titolo di studio, per avviarli al lavoro facendo acquisir loro esperienze e competenze professionali.

Progetto “Borse -lavoro” per adulti.

Tale intervento, a sollievo della disoccupazione, ha un carattere di natura esclusivamente assistenziale e mira ad evitare che chi si trova in gravi difficoltà sia costretto a cercare aiuto soltanto attraverso la modalità del “sussidio”
Gli interventi soprindicati riguardano iniziative di natura essenzialmente congiunturale. Le iniziative a sostegno dell’economia e del lavoro di carattere strutturale sono indicate al punto 2: “piano di opere e investimenti per lo sviluppo”. Un’altra iniziativa di carattere più specifico riguarda il cosiddetto “ incubatore di impresa”: progetto in fase elaborazione con l’Università di Torino ed Asti

Assicurazione gratuita degli anziani over 65 contro furti, e rapine . : “piano di opere e investimenti per lo sviluppo”. Un’altra iniziativa di carattere più specifico riguarda il cosiddetto “ incubatore di impresa”: progetto in fase elaborazione con l’Università di Torino ed Asti

IL PROGETTO CULTURALE

NUOVI SPAZI PER UNA CULTURA A DISPOSIZIONE DI TUTTI. Nonostante i tagli ai bilanci, il Comune di Asti è riuscito a garantire un’offerta culturale di notevole livello e sarà in grado di farlo anche per il futuro.
In che modo? Attraverso un’attentissima riorganizzazione delle risorse e grazie a una forte sintonia con quanti operano nel settore e con il pubblico artigiano.

Occorre tuttavia rafforzare ulteriormente questo settore perché il “fattore cultura” diventerà sempre più importante anche dal punto di vista economico.

Ecco perché, seguendo questa logica, il Comune si sta impegnando a fondo per dotare la città di spazi culturali sempre più belli e funzionali, sia riqualificando quelli esistenti sia creandone dei nuovi.

Il progetto culturale può essere così sintetizzato:

Le attività culturali

Dare continuità e sviluppo, sul piano qualitativo e quantitativo, alle iniziative culturali che in questi anni si sono dimostrate vincenti e apprezzare dalla popolazione.. Quindi una offerta culturale varia, non di parte, senza snobismi, aperta a tutte le tendenze artistiche e capace di interessare ad un pubblico vasto e composito.

Gli spazi culturali

La biblioteca si espande, si rinnova, vecchi e nuovi contenitori vengono allestiti, sboccia la città della cultura

Questi i principali interventi nel settore culturale:

la nuova biblioteca nel Palazzo del Collegio:
- una struttura che collocherà Asti fra le città da copiare in questo settore.
Basti pensare che gli spazi a disposizione del pubblico vengono triplicati, che il salone di lettura principale sarà lungo 50 metri, che ci saranno spazi interni ed esterni per soddisfare ogni esigenza: dai bambini delle elementari agli studenti dell’università e alle persone della 3° e 4° età. Sarà anche un luogo di piacevole intrattenimento grazie alla comodità, bellezza ed eleganza degli ambienti. I lavori saranno finiti entro il 2011, quindi si passerà all’arredamento per l’apertura in primavera. I locali utilizzati sono quelli del cosiddetto “centro giovani” che sarà completamente riorganizzato trovando posto nel “nuovo centro culturale” proprio di fronte alla biblioteca. In effetti, nuova biblioteca e nuovo centro culturale, affacciandosi entrambe sulla rinnovata via Goltieri, formeranno un tutt’uno strettamente collegato funzionalmente e fisicamente.

il nuovo “Centro culturale. (sede dell’attuale -e presto ex- biblioteca)
- Rimessa a nuovo dentro e fuori diventa uno spazio permanente per mostre d’arte, presentazioni, attività culturali, sociali, d’intrattenimento. In pratica si tratta della riorganizzazione degli spazi dell’attuale biblioteca ( che si trasferirà nel palazzo del Collegio), quindi una struttura molto bella, anch’essa con spazi all’aperto utilizzabili per una varietà di situazioni. Biblioteca e Centro culturale Alfieri funzioneranno in stretta connessione per fornire agli astigiani un servizio culturale di livello assolutamente superiore.

Il nuovo “teatro” di San Rocco / Spazio Giraudi
– Lo spazio dell’ex chiesa di San Giuseppe (intitolata al ex sindaco di Asti “Giovanni Giraudi”) è già entrato in funzione dimostrando la sua grande utilità e funzionalità. Oltre il grande e sontuoso “Teatro Alfieri” ora Asti dispone anche del “ piccolo teatro Giraudi di san Rocco “ Questo spazio è da considerarsi come una “macchina” da spettacolo, di facile uso e basso costo per coloro che lo vorranno utilizzare per le proprie attività culturali e di intrattenimento: una nuova bella realtà che apre una serie di nuove possibilità in campo culturale.

il recupero di Palazzo Ottolenghi in Corso Alfieri: Sono in corso i lavori (interventi esterni e restauri interni, tetti, facciate e cortili), per poterlo restituire alla città (il grande salone per i concerti e per convegni prestigiosi, sale e saloni che insieme ai grandi e nobili cortili saranno usati per manifestazioni e importanti iniziative pubbliche e private). I primi lavori saranno ultimati entro il 2011, i restanti nel 2012. Verrà allestito anche il Museo del Risorgimento con finanziamenti regionali. Alcuni spazi del Palazzo potranno essere adibiti quale sede di associazioni culturali e sociali cittadine.

Il rinnovato Museo della Città (Palazzo di Bellino-Mazzetti) – ad opera della Fondazione Cassa di risparmio di Asti.
Un’opera grandiosa che rende agli Astigiani uno dei palazzi storici più belli, unitamente alla sede del Museo della Città (del comune di Asti) già fruibile in buona parte. L’intendimento del Comune di Asti ( che ha la maggior dotazioni di spazi museali) è quello di mettere in rete tutti i musei pubblici e privati della città per creare un sistema coordinato, più efficiente e fruibile e meno costoso.

La Casa di Alfieri:
– Presto riaperto al pubblico e agli studiosi italiani e stranieri.
Anche questo storico bellissimo palazzo, così significativo per la storia di Asti, dopo varie e complicate vicissitudini, sta avviandosi ad una positiva conclusione.

IL PROGETTO EDUCATIVO

DALL’ASILO ALL’ UNIVERSITÀ

In questo campo non vi è nulla da aggiungere se non confermare l’impostazione adottata consistita nell’assicurare una forte priorità a tutto ciò che concerne la scuola e l’istruzione dall’asilo all’università.

E proprio partendo dagli asili il comune ha mantenuto e continuerà a mantenere inalterati i livelli di qualità raggiunti. La stessa attenzione è riservata a tutte le altre scuole, materne, elementari e medie, assicurando, interventi continui e capillari facilitati anche dalla collaborazione offerta dal personale della scuola. In sintesi il nostro progetto in questo settore è quello di continuare ad offrire alle scuole i migliori servizi le maggiori risorse possibili. Lo stesso atteggiamento di attenzione e di apprezzamento deve valere per la scuola privata che specie nel settore infantile svolge un lavoro altamente meritevole.

4 L’UNIVERSITA’ UN’OPPORTUNITÀ DA NON SPRECARE

L’università ha finalmente una nuova sede nei bei locali realizzati dal Comune in Corso Alfieri (caserma Colli di Felizzano). Un traguardo a lungo atteso e ora realizzato. L’ulteriore passo da compiere per l’Università è farla diventare un vero centro di eccellenza al servizio dei nostri giovani e del territorio.

A questo proposito è pienamente confermata l’esigenza di una profonda modifica dell’attuale assetto. Questi alcuni passi da compiere:

  1. Puntare su pochi equalificati corsi di laureaconparticolareattenzioneperil settore enogastronomico e agroalimentare.
  2. Attuare master e corsi di altoprofilo
  3. epuntareall’erogazionediborsedistudioperigiovanimeritevoli:questo 
dovrebbe essere il vero nuovo filone su cui impegnare le risorse.

Nota

Il problema delle Università decentrate, come la nostra non può essere risolto “autarchicamente” e tornerà certamente alla ribalta come riflesso locale di una situazione nazionale non ancora risolta.
E’ tuttavia evidente fin d’ora che la comunità locale non potrà sostenere a lungo termine un sistema universitario cittadino senza un’adeguata contribuzione della Università di Torino e della Regione, enti cui compete una scelta di strategia generale in questo campo.

LO SPORT PER TUTTI

PREMESSA

 

1)E’ necessario ricordare che lo sport ha soprattutto una funzione sociale, aiuta le famiglie ad educare i ragazzi, da loro delle regole. Negli ultimi anni le società sportive si sono trovate a dover sostenere costi altissimi  per gli affitti delle palestre comunali e provinciali. Dobbiamo però essere consapevoli che queste realtà si basano sul volontariato di alcuni genitori,o di piccoli imprenditori che vogliono sostenere questo mondo. Ad Asti non  esistono più le grandi aziende che potevano sponsorizzare ed investire cifre imponenti  in questo settore. Una buona Amministrazione deve essere realista, e per aiutare in modo concreto lo sport astigiano e lo può fare solo riducendo drasticamente gli affitti delle strutture.

2)I campi da calcio attualmente presenti soddisferebbero le esigenze delle società, basterebbe rimetterli in ordine , rifacendo gli spogliatoi e realizzando tappeti in erba sintetica, che non richiederebbe manutenzione.

3) Le palestre della città andrebbero completamente ristrutturate , sia nelle pavimentazioni, nei servizi  che nell’efficentamento energetico   .

4) Non crediamo nella costruzione di palazzetti enormi, come cattedrali nel deserto, per accogliere un pubblico che non arriverà mai e  che creerebbero solo costi e sprechi, miglioreremmo il palazzetto  che già abbiamo, magari con un ampliamento ed una significativa ristrutturazione.

In realtà gli impianti di piccole e  medie dimensioni , sono quelli più utilizzati dalle società sportive, ed oggi scarseggiano; si potrebbero realizzare palestre nei capannoni dismessi che per la loro natura hanno già una predisposizione di base e con pochi interventi di messa a norma potrebbero essere disponibili in breve tempo. Tale ’operazione avrebbe una doppia valenza, infatti  oltre a soddisfare la domanda da parte delle società sportive, soddisferebbero l’offerta dei proprietari dei capannoni  che negli ultimi anni hanno visto i  loro investimenti vuoti e onerosi, visto lo spropositato aumento della  tassazione sugli immobili.

Ciò premesso le operazioni coerenti con tale premesse sono le seguenti:

UN PIANO DI INVESTIMENTI E MANUTENZIONE. Allo sport devono essere destinate cospicue risorse volte fondamentalmente alla creazione di nuovi spazi e all’ammodernamento delle strutture in uso.
Questi gli interventi principali:

Il piano di manutenzione straordinaria degli impianti sportivi costituisce la base degli interventi comunali e riguarda la generalità degli impianti sportivi e scolastici cittadini. Continuerà ad essere una delle voci più impegnative per il comune in questo settore. Tenere bene i tanti gli impianti esistenti è alla base di tutto.

ADEGUARE E MIGLIORARE LE STRUTTURE ESISTENTI:

Il “vecchio e glorioso” Palazzetto dello sport: occorre riprendere i lavori per l’ammodernamento della struttura che non ostaste la sua “antichità”   continua a svolgere decorosamente la sua funzione a servizio degli astigiani.

Il Palasanquirico a suo tempo fu da noi realizzato il potenziamento del Palasanquirico per soddisfare le esigenze di livello nazionale e provinciale .Ora occorre un piano di robusta manutenzione e stabile gestione per garantire nel tempo la funzionalità e l’efficienza della struttura.

Il progetto originario di realizzare il   faraonico Palasport nei termini proposti dalle amministrazione Bianchino-Voglino-Brignolo   alla prova dei fatti si è rivelato come un gigante dai piedi d’argilla.

Il palasport del “pilone”: coi contratti di quartiere dovrà essere realizzato , secondo il progetto da noi previsto, una importante struttura per ospitare sia attività sportive di base e giovanili, sia attività di elevato livello agonistico. Su tale impianto potranno confluire anche i finanziamenti eventualmente ottenibili a seguito della devoluzione di fondi originariamente previsti per il palazzo delle manifestazioni e sport di corso casale ( superato)

Il 2° campo da calcio di c.so Alba: ultimato, con pavimentazione speciale in erba sintetica. (il 1° campo è quello di fronte all’Hotel Salera)

  • Il 3° campo da calcio del villaggio San Fedele: , con pavimentazione speciale in erba sintetica.

 

UNA CITTA’

BELLA

IN ARMONIA CON L’AMBIENTE . L’ordine e la bellezza di una città
non sono mai fini a se stessi: è provato che una città più curata viene rispettata di più
anche degli abitanti e crea un ambiente piacevole e più sicuro.

UNA CITTÀ DA CURARE COME UN GIOIELLO. ORDINE E BELLEZZA, FIORE ALL’OCCHIELLO DELLE NOSTRE TERRE. Noi vogliamo che Asti rappresenti nuovamente il fiore all’occhiello delle nostre terre e diventi una città che ci renda orgogliosi e che stupisca turisti e visitatori.
L’ordine e la bellezza di una città non sono mai solo fini a se stessi: è provato che una città più curata viene rispettata di più anche dai suoi abitanti e crea un ambiente piacevole e anche più sicuro.

Nota: il progetto originario di realizzare il   faraonico Palasport nei termini proposti dalle amministrazione Bianchino-Voglino-Brignolo   alla prova dei fatti si è rivelato come un gigante dai piedi d’argilla e franando ha generato problemi di ogni genere e una causa per inadempienza , da noi promossa a suo tempo nei confronti dell’impresa concessionaria .

 

  • Il 2° campo da calcio di c.so Alba: ultimato, con pavimentazione speciale in erba sintetica. (il 1° campo è quello di fronte all’Hotel Salera)
  • Il 3° campo da calcio del villaggio San Fedele: , con pavimentazione speciale in erba sintetica.

DOTARE LA CITTA’ DI NUOVE STRUTTURE PER LO SPORT A VARI LIVELLI

 

IL CENTRO STORICO

– TIRATO A LUCIDO, PULITO E ORDINATO COME UN SALOTTO

Il centro cittadino sarà “tirato a lucido” e tenuto pulito e ordinato come un salotto: il salotto della nostra città in cui cittadini, commercianti e turisti si devono poter ritrovare per fare affari e vivere il proprio tempo nel massimo comfort, in un ambiente accogliente, sicuro, bello e funzionale.

PARCHI E GIARDINI

Anche tutti i parchi, i giardini e le aree verdi astigiane, attualmente un po’ maltenute, saranno nuovamente interessate da un profondo intervento di miglioramento. Panchine, viali, aiuole, piante, fiori, percorsi, zone gioco, segnaletica: il tutto per aumentare la sicurezza e la fruizione dei nostri giardini per tutti: anziani, bambini, ragazzi, mamme.

QUATTRO NUOVI GRANDI PARCHI IN CANTIERE :
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il parco del Borbore: iniziati i lavori di sistemazione all’altezza del corso Torino. Il parco interesserà tutte la zona urbana che corre lungo il Borbore fino alla confluenza con il Tanaro.

  • il parco del Tanaro: questo parco realizzato negli anni ‘90 realizzato merita una migliore manutenzione e un arricchimento per renderlo ancora poù fruibile . Sarà esteso fino ai limiti del territorio comunale.
  • il parco di Valmanera: il Comune nel 2012 adotto una delibera d’indirizzo per la realizzazione di un nuovo grande parco suburbano collegato al sistema dei parchi regionali, ma gestito direttamente dal comune. Ciò al fine di ottenere i vantaggi connessi alla presenza di un parco ai confini della città senza le potenziali penalizzazioni che avrebbero potuto derivare dall’assoggettamento alla normativa regionale.
  • il parco di Viatosto: la Giunta comunale ha deliberato la realizzazione , con il consenso dei proprietari, di un nuovo parco costeggiante strada Rilate dall’Autostrada a Viatosto per una estensione di circa 300.000 metri quadri. Ora si tratta di renderlo operativo migliorando , per esempio, la viabilità di fondovalle e dell’anello di Viatosto che rappresenta una delle mete preferite dagli astigiani per le loro passeggiate e camminate.

LE NOSTRE SCUOLE 
- DAGLI ASILI, ALLE MEDIE ALL’UNIVERSITÀ: SCUOLE SICURE E FUNZIONALI. 
Sarà continuato, in modo metodico e costante, anche il piano di ammodernamento delle scuole di ogni ordine e grado: dagli asili nido alle elementari, dalle scuole medie alle superiori fino all’università. I principali interventi riguarderanno la sicurezza delle strutture, l’abbellimento dei locali, le risorse per lo studio e la formazione.

STRADE, PIAZZE MARCIAPIEDI, LUCI, PASSAGGI: LA QUALITÀ SI VEDE NEI PARTICOLARI E NELLE PICCOLE COSE. L’ondata di cura e manutenzione riguarderà – di nuovo, dopo la scarsa attenzione di questi ultimi anni, – marciapiedi, strade, piazze, impianti di illuminazione, accessi, passaggi, scalinate. Riprendendo la tradizione delle Giunte Galvagno ci adopereremo strenuamente per rendere la nostra una città ben tenuta, ordinata e sicura , senza barriere ed ostacoli che mettono in difficoltà anziani, bambini, portatori di handicap.

INGRESSI URBANI IL BIGLIETTO DA VISITA DELLA CITTÀ PER CHI ARRIVA DA FUORI. Le porte della città sono il “biglietto da visita” di Asti per chi arriva da fuori e creano una impressione che influenza il giudizio complessivo; per questo vogliamo renderle belle, funzionali e organizzate come il centro cittadino. La manutenzione infatti non deve riguardare solo il centro , ma dovrà espandersi verso tutte le periferie e gli ingressi urbani attualmente abbandonati e malmessi. Nella precedente tornata 2007-2012 avevamo deciso di sistemare c.so Torino, ( compresa la” rotonda” per l’accesso da e per l’autostrada), c.so Casale, c.so Alessandria, c.so Savona e c.so Alba. In questi ultimi cinque anni poco o nulla è stato fatto in tal senso se si esclude la bretella da Corso Ivrea a C.so Torino e strada Laverdina , anch’esse comprese nelle opere approvate e finanziate dall’amministrazione .

LE FRAZIONI DI ASTICOMUNITÀ RICCHE DI STORIA CHE VANNO VALORIZZATE DI PIÙNelle frazioni vivono oltre 13mila persone. Per questo le frazioni sono così importanti dal punto di vista economico, culturale e ambientale e vanno meglio tenute e considerate.

 

UNA CITTA’

SICURA

Non vogliamo più che Asti sia la maglia nera per scippi, furti e rapine . Noi cittadini abbiamo diritto alla sicurezza e alla tranquillità contro il crimine e la violenza di strada ma anche contro gli abusi e le inefficienze . il nostro impegno sarà una lotta senza quartiere al crimine e al disordine per consentire a tutti di vivere liberamente la nostra città, di giorno e di notte.

LA SICUREZZA POLIZIA MUNICIPALE E FORZE DELL’ORDINE INSIEME. Negli anni in cui abbiamo amministrato la città ( 2007-2012) non abbiamo risparmiato iniziative e risorse – umane, strumentali e finanziare – per fare tutto ciò era in nostro potere per contrastare la criminalità piccola e grande. Oggi la situazione è peggiorata e non abbiamo notato una adeguata attenzione dell’amministrazione in carica verso i problemi della sicurezza . Noi vogliamo lavorare in collaborazione con tutte le forze dell’ordine, la magistratura, le istituzioni, ma non rinunceremo al nostro ruolo di garanti della situazione locale in relazione a quella forme di piccola criminalità e di maleducazione civica che tanto angustia la cittadinanza.

TELECAMERE SÌ, MA ANCHE POLIZIA IN STRADA VICINA ALLA GENTE !

Una strada giusta che però non può diventare un alibi per una difesa “ fai da te”.

 

Le telecamere per il controllo del territorio furono una delle prime iniziative prese in passato dalla nostra amministrazione per cui siamo sempre d’accordo quando si potenziano tali attrezzature, così come siamo d’accordo con le forme di volontariato civico e collaborazione civica fra cittadini. Tutto utile ma la “vera” sicurezza esige la presenza costante di vigili, polizia e carabinieri, nella città e nei quartieri.

 

Alle forze dell’ordine  servono nuove auto, migliori strumenti ed attrezzature per poter assolvere bene il loro compito? Offriremo anche per queste cose la nostra disponibilità come facemmo in passato quando il Comune   (amministrazione Galvagno ) donò alla polizia, ai vigili e ai Carabinieri delle auto nuove, si assunse la riparazione di quelle guaste e dotò la Polizia municipale di personale,   mezzi, e attrezzature all’altezza delle esigenze. Poiché in questi anni le cose sono andate indietro il compito di una rinnovata amministrazione dovrà esser quello di restituire la dovuta attenzione alla Polizia locale che dovrà occuparsi in primis della sicurezza e della difesa dei cittadini.

Una iniziativa di particolare interesse , in linea con l’impostazione sopraddetta, sarà l’attivazione di una di convenzione con agenzie private di vigilanza per una sorveglianza sistematica e coordinata delle zone frazionali , che appaiono le più esposte ai rischi .

UN FRENO ALL’ACCATTONAGGIO MOLESTO, AL VANDALISMO, AL DISORDINE

Alla nostra Polizia non chiediamo di combattere il grande crimine, per quello ci sono polizia e carabinieri, da loro vogliamo che siano sempre in strada per proteggere i cittadini contro la delinquenza di strada, il vandalismo, il disordine minuto, la prepotenza di strada, l’insicurezza dovuta all’accattonaggio molesto, insistente e intimidatorio.. ci capiamo!

BAR, DEHOR NEGOZI COME PUNTI DI VITA SOCIALE

 

OSPEDALE: DIFESA TOTALE: NESSUN RIDIMENSIONAMENTO. Al contrario di quanto fatto dall’amministrazione attuale, regionale e cittadina, che si sono assai poco distinte nella difesa della sanità astigiana, (permettendone un pesante ridimensionamento) , noi , come già abbiamo fatto in passato (con successo) , ci adopereremo per favorire e sostenere ogni iniziativa volta alla difesa e al miglioramento dei nostri servizi sanitari sia offrendo all’ASL la necessaria collaborazione, sia assumendo autonome iniziative per migliorare l’utilizzo dell’ospedale. (trasporti, parcheggi, vigilanza, ecc. ecc.) ’Amministrazione comunale dovrà impegnarsi prioritariamente per potenziare il PRONTO SOCCORSO e diminuire I TEMPI DI ATTESA. In tale prospettiva l’Amministrazione agirà sempre in modo collaborativo verso l’Asl e la Regione ( qualunque sia il colore politico del momento) , ma anche in totale autonomia e al fuori da ogni condizionamento

 

APPENDICE SU ENOFILA OSPEDALE MATERNITA ‘

Sono riportate di seguito l’interpellanza e la MOZIONE Movimento civico presentate il 7 novembre in Comune sui temi in questione unitamente ad un Comunicato utile per inquadrare la problematica.

 

INTERPELLANZA SULL’ENOFILA

Interpellanza urgente

 

PREMESSO CHE

 

Il palazzo dell’Enofila è stato acquisito, ristrutturato e destinato dal Comune di Asti come Centro direzionale , espositivo e congressuale per promuovere le attività economiche di Asti e provincia;

 

che per incuria e incapacità dell’Assessorato preposto , la gestione dell’Enofila sotto l’Amministrazione Brignolo, è risultata fallimentare   con un progressivo e grave ridimensionamento delle manifestazioni , fiere e rassegne culminate nel fallimento della tradizionale Fiera Città di Asti,

 

che per ovviare a deficienze e sfuggire alle proprie responsabilità , l’Amministrazione comunale Brignolo , rinunciando alle finalità per cui l’impianto è realizzato con ingenti investimenti anche a carico del comune, ha deciso di cedere l’immobile alla Regione affinché la medesima possa utilizzarlo per collocare uffici regionali e depositi di archivio;

 

che tale decisione si pone in contrasto con tutti gli indirizzi e gli impegni presi da questa e dalle amministrazioni precedenti e configura una rinuncia definitiva all’utilizzo dell’Enofila secondo le finalità per le quali era stata creata , cioè come struttura a sostegno dell’economia e dello sviluppo locale, degradandola ad estemporaneo contenitore di uffici e depositi cartacei.

 

Che la remissività ed acquiescenza con cui l’amministrazione si accinge a compiere questo grave atto di rinuncia ai suoi precisi impegni è tanto più grave e condannabile dal momento che la Regione, mentre chiede ed ottiene dal Comune di utilizzare gratuitamente un prestigioso edificio pubblico cittadino – snaturandone la funzione – non prende neppure in considerazione la possibilità di ristrutturare uno dei suoi tanti immobili vuoti e abbandonati, come l’ospedale e la maternità , senza che l’amministrazione comunale dica una parola in proposito e non ponga , quanto meno , come logica contropartita,   di ottenere gratuitamente un immobile regionale ( es. Vecchio ospedale) per poterne finalmente avviare il recupero senza dover sottostare alle condizioni di carattere finanziario e procedurale che da vent’anni hanno determinato il fallimento di ogni tentativo.

 

che ribadendo il giudizio totalmente negativo sull’operazione Enofila portata avanti dall’Amministrazione Brignolo, nell’intento di limitare i danni e far in modo che da una brutta storia possa derivare qualche vantaggio anche per la nostra città ;

 

 

Interpella

 

per conoscere

 

  • Quali sono le ragioni per le quali l’amministrazione comunale ha deciso di abbandonare l’Enofila come centro direzionale a supporto dell’economia locale;
  • Quali indagini e iniziative ha messo in atto l’amministrazione per verificare come utilizzare l’impianto secondo le finalità per cui fu realizzato, sia a livello locale che nazionale;
  • Se non ritiene che una proposta serie e fattibile circa il suo utilizzo debba partire da una consultazione degli enti che avevano finora collaborato alla sua gestione e che potrebbero essere interessati al suo utilizzo in vario modo: Provincia, Comuni, Pro loco, camera di Commercio, Ente del turismo, Associazioni, Enti e organizzazioni commerciali , industriali e dei servizi. Se quindi, prima di una decisione irrimediabile , non sia il caso di verificare preliminarmente ed urgentemente il potenziale utilizzo dell’Enofila secondo il principio della collaborazione e dell’unione delle forze locali.
  • Se l’Amministrazione ha preso qualche iniziativa nei confronti della regione;

 

  • per indurre la stessa: a) ad utilizzare in via principale i propri immobili abbandonati come ad esempio l’ex ospedale e la Maternità; b) a concedere in contropartita della cessione dell’ Enofila alla Regione, la cessione da parte della Regione al Comune di un immobile regionale , per Esempio ex ospedale   o Maternità;
  • Se alla luce di quanto esposto non ritenga di subordinare il compimento di ulteriori passi all’esito degli accertamenti richiesti, da discutere in consiglio comunale, e dopo aver esperito una esplicita e formale trattativa con la regione al fine di ottenere qualche vantaggio anche pe la nostra città.

 

 

 

MOZIONE SU VECCHIO OSPEDALE E MATERNITA’

 

 

 

Al sindaco di Asti

Al Consiglio comunale di Asti

 

MOZIONE – PROPOSTA

 

INIZIATIVA URGENTE PER IL RECUPERO DEL VECCHIO OSPEDALE E DELLA MATERNITA’ , PER IL RISANAMENTO AMBIENTALE E LA VALORIZZAZIONE URBANISTICA DELLE ZONE INTERSSATE .

 

Con la presente mozione/proposta si intende investire il consiglio comunale di un problema cruciale per la nostra città. Un problema che si trascina da diversi lustri e che non ha trovato finora una soluzione e non la troverà neanche in futuro se non faremo uscire la cosa dal circolo vizioso in cui è precipitata. Parliamo in particolare di due grandi immobili, La maternità e il vecchio ospedale entrambi situate in zone centrali e strategiche della città ora abbandonate degrado e con grave danno per l’economia, l’igiene e l’estetica urbana e la vivibilità delle zone interessate.

Vecchio ospedale (proprietà regionale) Almeno a   partire dal 2011 tutto era pronto: le pratiche per rendere vendibile e ristrutturabile questo immobile erano state fatte ed approvate . La Regione, poteva venderlo, gli imprenditori potevano acquistarlo, trasformarlo e recuperarlo. Il Comune aveva fatto tutto ciò che doveva approvando anche il piano di recupero che consentiva ( e che consente) di realizzare nel vecchio ospedale una vastissima gamma di interventi, dall’edilizia residenziale, alle attività commerciali, ecc. Il Comune( allora Amministrazione Galvagno) avrebbe fatto ponti d’oro agli imprenditori che fossero intervenuti . Purtroppo la Regione non è riuscita a venderlo sia per la difficile situazione sia per il prezzo troppo alto con cui lo vuol mettere in appalto. E’ così da vent’anni e così tutto va in rovina.

Ex “Maternità” (proprietà regionale): c’era un preciso progetto del comune per farne la sede di scuole, giardini, servizi culturali e sociali. Il comune di Asti ha il massimo interesse nell’acquisizione dell’immobile attraverso una operazione di scambio con la Regione per metterne i grandi spazi a disposizione degli studenti e delle attività scolastiche e sportive di ogni ordine e grado. L’operazione includeva allora anche l’acquisizione del circolo Morando.

Alla Regione questi fabbricati non solo non rendono niente , ma costano o meglio dovrebbero costare in termini di spese di manutenzione e di gestione che però non vengono fatte e ciò ricade sugli immobili stessi che diventano sempre più irrecuperabili.

E’ inoltre accertato ( vedi lo sciagurato caso dell’ENOFILA) che la Regione non ha la minima intenzione di utilizzare e ristrutturare i propri fabbrica ex ospedalieri   visto che ha chiesto l’Enofila per mettere i propri uffici.

Così molti grandi fabbricati vanno in rovina degradando intere zone urbane, come sta succedendo ad Asti con il vecchio Ospedale e la Maternità.

La Regione vorrebbe venderli ma non riesce perché i prezzi sono troppo alti e coi tempi che corrono nessuno li vuole nemmeno gratis.. Intanto il tempo passa ( anni ed anni) e questi fabbricati , vuoti e abbandonati all’incuria, sviliscono sempre di più e talvolta vengono occupati abusivamente con tutto ciò che ne consegue. Perché la Regione che non riesce a venderli, che non sa come usarli, che non è in grado nemmeno di tenerli in ordine   non li cede ai Comuni per esigenze di pubblico interesse, come a suo tempo ha fatto lo Stato con i propri beni demaniali? In fondo i “Comuni” sono parte integrante della Regione, ne rappresentano l’essenza, sono come le dita della sua mano. In fondo alla Regione non si chiede di fare nulla di più e di diverso di   quello che ha fatto lo Stato il quale ha ceduto ai Comuni i beni demaniali che insistevano sul loro territorio, praticamente “gratis” da buon padre di famiglia . Perché la Regione non fa la stessa cosa e si comporta invece come una matrigna diffidente ed egoista ?

Una ragione forse c’è ed è un motivo burocratico ed egoistico : per aiutare la “quadratura” (teorica) dei propri bilanci la Regione preferisce segnare in attivo i proventi (teorici) derivanti dalla (improbabile) “vendita” dei propri immobili ?. Moltiplichiamo il caso di Asti per decine e decine di casi e capiremo di cosa stiamo parlando.

Si tratta comunque di un atteggiamento miope che non giova a nessuno, non alla Regione che oltre a non incassare un euro   tiene immobilizzato un patrimonio che andrebbe valorizzato, non giova ai comuni e alle comunità locali che vedono intere parti delle loro città   sprofondare nel degrado e nell’abbandono.. .

Ecco perché chiediamo alla regione di fare subito quello che ha fatto lo Stato: cedere gratuitamente ai Comuni i beni regionali destinati ad opere di pubblico interesse che sono ubicati sul loro territorio.

A conforto di tale impostazione va detto che tali “beni” sono “regionali “ solo perché è stato deciso così, “convenzionalmente” , nel 1970 quando sono stare create le Regioni. Facciamo l’esempio di Asti: quando nacquero le Regioni l’Ospedale e la Maternità esistevano già da molti decenni, furono realizzati dallo Stato e dalla comunità astigiana, con donazioni e con sottoscrizioni. Perciò anche da un punto di vista storico e morale non c’è quindi nessuna particolare ragione che militi a favore del fatto che tali beni debbano essere attribuiti alla regione   invece che ai comuni. E’ stata una decisione, certamente legittima, ma opinabile e che oggi si rivela controproducente, quindi da cambiare con una semplice legge regionale, come a suo tempo ha fatto lo Stato per i beni statali.

Il nostro impegno sarà dunque quello di riaprire subito un confronto con la Regione su questo problema la cui soluzione porterà vantaggi a tutti. Non diciamo che in tal modo tutti i problemi saranno risolti immediatamente ma sarà stato rimosso il macigno più grosso che ha finora paralizzato ogni tentativo. D’altra parte un esempio positivo di come potrebbero andare le cose lo abbiamo sotto gli occhi; riguarda il recupero del Casermone di San Rocco ( nuovo tribunale e Magistrali) e la Caserma Colli di Felizzano ( università e uffici pubblici) affrontato e risolto a suo tempo dall’amministrazione Galvagno mettendo in pratica i criteri di cui sopra, cioè chiedendo allo stato di adottare una normativa che ha permesso al Comune di Asti di ottenere dallo Stato questi grandi immobili per quattro lire… ( col 90% di sconto) . Perché l’ attuale amministrazione comunale di Asti di fronte al nulla di fatto, non segue l’esempio delle amministrazioni del passato che avevano saputo imporre l’adozione di provvedimenti legislativi favorevoli agli interessi dei comuni e delle loro popolazioni ?

La nostra proposta per uscire dalla paralisi sul vecchio ospedale e sulla Maternità e la seguente :

Gli immobili regionali situati sul territorio comunale e destinati ad attività di pubblico interesse devono essere ceduti gratuitamente al comune alle stesse condizioni praticate dallo stato per i beni demaniali”

La regione parteciperà, ad operazione di valorizzazione avvenuta, ad acquisire una quota degli introiti derivanti dalla valorizzazione degli immobili stessi , quota convenzionalmente stabilita   dalla regione stessa in base alla natura e alla redditività dell’operazione.

Tutto ciò premesso

  • Si chiede al Sindaco di investire il Consiglio comunale di tale problematica;
  • Si chiede al Consiglio comunale di approvare una mozione diretta al presidente e alla Giunta regionale con cui si richiede l’approvazione di una norma che renda possibile la cessione gratuita ai comuni degli immobili regionali situati nel loro territorio e destinati a svolgere funzioni di pubblico interesse .

COMUNICATO STAMPA SU ENOFILA

COMUNICATO DEL MOVIMENTO CIVICO SULL’ENOFILA N. 1 28 0ttobre 2016

Nel silenzio generale si viene a sapere che il Comune ha offerto gli spazi dell’ex Enofila affinché la regione stessa metta dei suoi uffici. Non sappiamo ancora quali uffici, ma dalle voci di corridoio si tratterebbe del personale del settore agricoltura, già in forza alla Provincia. Inoltre potrebbe servire come archivio cartaceo.

Questa notizia, apparentemente innocua è allarmante per due ragioni.

Primo, perché questa pensata sancisce la fine di un disegno di sviluppo territoriale per Asti che aveva nell’ex-Enofila il suo punto di forza. Tutti per la verità avevamo capito che il progetto Enofila, anche se frutto di un’ottima idea, si era trasformato in un fallimento, ma con questa mossa, il Sindaco definitivamente spegne qualsiasi speranza di avere anche ad Asti un polo direzionale e fieristico.

Secondo e più grave, perché la Regione ha scelto di investire altre centinaia di migliaia di euro nell’Enofila (di proprietà comunale) anziché in immobili di sua proprietà come l’ex ospedale o la maternità che stanno marcendo e portando degrado e squallore in città.

E il Sindaco che fa?

Invece di spingere la Regione a risanare l’ex ospedale che da oltre venti anni è vuoto – con tutti i problemi di decoro e sicurezza del caso – propone alla Regione un fabbricato che dovrebbe servire a tutt’altro e in primis alle attività comunali. Complimenti!

Dobbiamo allarmarci e tenere gli occhi aperti? SI!

Perché con una operazione del genere sindaco e regione vogliono nascondere   loro debolezze e responsabilità:   il sindaco perché non ha saputo utilizzare l’Enofila e trova così il modo di sbolognarla per nasconder la sua gestione fallimentare; la Regione perché vuol sistemare i propri uffici a buon mercato e liberarsi dall’impegno di ristrutturare i propri fabbricati ( ex ospedale e maternità)

Questo è un chiaro disegno al ribasso – appoggiato dal PD astigiano e regionale – che non prende neanche   in considerazione l’utilizzo dell’ex ospedale o della Maternità da parte della Regione. Ciò è scandaloso.

E’ quindi ormai evidente che l’ex Ospedale e l’ex Maternità non si riescono a vendere e stanno marcendo. E’ altresì evidente che la Regione non può o non vuole investire nei suoi immobili (il caso Enofila né è la prova).

 

TUTTAVIA se proprio il sindaco vuol fare da affittacamere alla Regione e non ha il coraggio e la passione per tener duro ed evitare questo passo falso .. faccia almeno in modo che da questa brutta storia derivi un vantaggio anche per Asti .

E l’ unico , vero vantaggio per Asti è che la regione , che non ha nessuna intenzione di curare i propri immobili, ceda gratuitamente al Comune il vecchio ospedale e la Maternità così ’ come a suo tempo fece lo Stato con il Casermone di San Rocco e la Caserma Colli di Felizzano (ceduta dallo Stato al Comune col 90 % di sconto sul valore iniziale ).

Quegli immobili che minacciavano rovina e degrado furono recuperati e ristrutturati dal Comune e oggi due punti della città che avrebbero potuto essere fra i peggiori sono diventati fra i migliori. Questa è l’ unica strada da percorrere, una strada dettata da buon senso e giustizia e ci batteremo con tutti i mezzi perché venga seguita ed accettata. Una soluzione del genere conviene a tutti, anche alla regione che si libera da un peso inutile e a operazione compiuta potrà guadagnare la sua quota.

Chiediamo al comune e alla regione di accogliere questa impostazione e incitiamo il sindaco a non concedere quel bene senza un impegno della regione a cedere ad Asti il vecchio ospedale: senza un impegno in tal senso , l’operazione Enofila sarà una perdita secca per tutti.

Io credo invece , che Asti possa tornare a crescere e che la proposta relativa alla cessione al comune del vecchio Ospedale e della maternità   per permetterne finalmente il recupero possa far parte di quel piano di rilancio che Asti non può attendere oltre.

Altri cinque anni così e andremo tutti in malora.

Nei prossimi giorni formalizzerò questa iniziativa che oggi ho anticipato.

 

Conclusione

Se questo progetto andrà in porto questi sono i benefici:

  • Per la città:  eliminare il bubbone che sta crescendo nel cuore della città e il degrado provocato dall’incuria dell’ex ospedale e della maternità;
  • Per la Regione : quegli immobili sono ormai solo un peso, non riesce a venderli da oltre vent’anni sono un palla al piede per tutti ed è insensato continuare così, la regione ci guadagnerà anche finanziariamente perché parteciperà col comune, ad operazione conclusa, ai proventi ottenuti con la valorizzazione urbanistica dei beni.
  • Per il Comune ( e quindi per gli astigiani) : Asti potrà valorizzare questi splendidi contenitori mettendoli sul mercato a condizioni tali da attrarre investitori, lavoro ed   imprese.

Approvandolo : risanamento urbanistico, servizi alla città , attività per le imprese, introiti per la regione e per il comune in termini di urbanizzazione e valorizzane edilizia.

Respingendolo: paralisi, ambientale, nessun investimento, imprese non lavorano, nessun introito finanziario.

 

COMUNICATO ENOFILA N, 2

 

 

 

COMUNICATO N2

DEL MOVIMENTO CIVICO GALVAGNO

 

 

 

SUL PALAZZO DELL’ENOFILA IL SINDACO E LA REGIONE STANNO COMPIENDO UNA OPERAZIONE MORALMENTE INGIUSTA E DANNOSA PER LA CITTÀ . UN SINDACO SENZA PASSIONE ED ORGOGLIO PER LA SUA CITTA’ CHE INVECE DI USARE IL COMPLESSO DELL’ENOFILA PER PROMUOVERE ASTI SI COMPORTA COME UN AFFITTACAMERE AD ORE. UNA REGIONE CHE SI COMPORTA COME SE ASTI FOSSE UNA SUA COLONIA E VUOLE UTILIZZARE – A GRATIS – I PALAZZI COMUNALI E INVECE DI RECUPERARE L’EX OSPEDALE O LA MATERNITÀ CHE STANNO ANDANDO LETTERALMENTE A PEZZI.

 

UN SINDACO SENZA PASSIONE ED ORGOGLIO PER LA SUA CITTA’ invece di usare il complesso dell’Enofila per promuovere Asti si comporta come un affittacamere ad ore . Non essendo stato in grado di gestire, per pigrizia ed incapacità,   una struttura nata per dare ad Asti un centro direzionale, espositivo e congressuale, cosa fa? Dopo aver fatto fallire la collaudata Fiera regionale che da decenni veniva svolta con successo di pubblico e di affari, annulla tutte le iniziative e la concede – a gratis – alla Regione che vuol mettere dei propri uffici . Uffici regionali, logicamente, che la regione dovrebbe sistemare nei propri immobili come ad la Maternità o il Vecchio ospedale, che continuano ad essere desolatamente vuoti e abbandonati.

 

UN’AMMINISTRAZIONE RASSEGNATA . Solo un sindaco senza visione del futuro e un’amministrazione rassegnata, che affossa la Tangenziale, ridimensiona l’Ospedale , si riduce ad una appendice di Alessandria, non fa più investimenti e abbandona l’ex ospedale e la maternità al più completo degrado, poteva prendere una decisione del genere. E che dire di una Regione che si comporta come se Asti come fosse una sua colonia ?   Che vuole utilizzare -gratis – i palazzi comunali e invece di recuperare l’ex ospedale o la maternità che stanno andando letteralmente in malora. Ma che razza di comportamento è questo ?

Per questa ragione è stata presentata al Comune la seguente interpellanza urgente cui seguirà una mozione per provocare una chiara presa di posizione.

 

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GIORGIO GALVAGNO

ASTI  NOVEMBRE 2016