il NUOVO CAFFE' | VINO E UNESCO, LA BARBERA COME SIMBOLO DELLE NOSTRE COLLINE PER RILANCIARE IL NOSTRO TERRITORIO
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VINO E UNESCO, LA BARBERA COME SIMBOLO DELLE NOSTRE COLLINE PER RILANCIARE IL NOSTRO TERRITORIO

VINO E UNESCO, LA BARBERA COME SIMBOLO DELLE NOSTRE COLLINE PER RILANCIARE IL NOSTRO TERRITORIO

 

Intervista a Stefano Chiarlo 44 anni con la moglie Laura Botto

di Franco Binello ( da la Stampa di Domenica 8 febbraio 2015)

Nizza ha ospitato  un convegno dal titolo eloquente: «La Barbera co me traino internazionale di promozione del territorio», nell’ambito del Festival del paesaggio agrario. Organizza «Astesana-Strada del vino» il cui presidente è Stefano Chiarlo, che con il fratello Alberto tiene alto il nome dell’azienda vinicola di Calamandrana fondata dal padre Michele.

Per parlare dei Chiarlo non c’è bisogno di ulteriori pre- sentazioni: 60 ettari di vigne- to tra Monferrato e Langa, tra Barolo e Barbera, Barbaresco, Gavi, Moscato. È una del- le grandi firme del vino piemontese nel mondo, ma soprattutto una «griffe» tutta astigiana.

«Beh, noi nel nostro piccolo, ci stiamo dando da fare. E come noi altre aziende. Ma, resta an- cora molto da costruire a livello istituzionale. Diciamo, per usare un eufemismo, che c’è ancora molto da lavorare…

Si dice spesso (e forse è anche un po’ un luogo comune) che gli albesi siano più avanti degli asti- giani, nella promozione del territorio…

«E’ un modo di dire ricorrente e che mi fa un po’ rabbia.

Perchè su queste colline abbiamo fior di aziende che non sono seconde a nessuno. Il problema è che forse…come dire…i politi- ci dovrebbero avere qualche volta anche l’umiltà o la voglia di starci a sentire…»

La vostra azienda è tra l’altro stata inserita nel circuito di Expomilano2015, con il progetto-itinerario didattico del parco artistico «La Court».

«Abbiamo risposto a questo bando pensando che sarebbe stato molto difficile entrare in Expo. Invece il progetto è piaciuto e piace anche a noi perchè avremo tra l’altro l’opportunità di ospitare centinaia di studenti da tutta Italia. Il senso della promozione di un territorio nasce prima di tutto dai giovani. E oggi al convegno avremo l’onore di confrontarci con Paolo Verri, manager di Expo».

Lei parla sempre al plurale…

«Sì, mi piace questo concetto del fare squadra. Ho imparato che i luoghi importanti del vino (Brunello docet) hanno bisogno di tanti protagonisti, Una volta si diceva che ogni pianta fa ombra, io invece dico che da un albero nasce un bosco».

E la Barbera?

«E il simbolo del territorio e deve diventarlo sempre di più. Queste sono terre meravigliose e dobbiamo imparare a farle conoscere anche attraverso l’arte, la cultura, i paesaggi del- l’anima. La nostra è una viticol- tura eroica da cui nasce un vino che deve diventare sempre più anche un prodotto edonistico ideale per un certo tipo di clien- tela. Sagre, Pro loco vanno be- ne per il folclore, ma nelle no- stre aziende si investe su un qualcosa di assolutamente uni- co. Dobbiamo guardare al mondo, cercare di aprirci oltre il no- stro particolare. L’ho detto di recente anche a due amici come Gaia e Farinetti: è l’ora di investire sulla Barbera, quella astigiana naturalmente»

LA BARBERA SIMBOLO DELL'UNESCO  8 febbraio